L’involuzione di Colley: da leader a riserva. Le cause e il futuro del difensore

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La parabola discendente di Omar Colley alla Sampdoria: da leader imprescindibile a seconda scelta. Le cause e il futuro del difensore

Tre presenze e un gol, una media di assoluto valore per un difensore. Ma non per Omar Colley, sceso in campo solamente contro Juventus, Benevento e Salernitana nel corso di questa stagione. Vale a dire le prime due giornate di campionato e un turno di Coppa Italia (il turnover era obbligatorio nella settimana del derby). Il centrale gambiano è stato relegato alla panchina in Serie A dalla trasferta di Firenze a quella di Cagliari, per un totale di cinque assenze dovute sostanzialmente a due cause.

Inizia tutto dalla mancata convocazione per la partita contro la Fiorentina, a tre giorni dalla chiusura ufficiale del calciomercato estivo. Colley è sul piede di partenza, la Sampdoria fa di tutto per cederlo e rientrare delle perdite causate (anche) dall’emergenza Coronavirus. La richiesta di almeno 12 milioni di euro è soddisfatta dal Fulham attraverso la formula del prestito con obbligo di riscatto, ma le poche ore a disposizione per concludere la trattativa cozzano con le pratiche burocratiche legate al permesso temporaneo di lavoro: l’Inghilterra lo garantisce ai calciatori extracomunitari che hanno disputato almeno il 75% delle partite ufficiali con la nazionale che, a sua volta, non deve occupare una posizione superiore alla 70a nel ranking FIFA. E il Gambia è 157esimo.

Oltre al mercato, tuttavia, va sottolineata l’involuzione tecnica del classe ’92, spodestato dal collega di reparto Lorenzo Tonelli. Malgrado qualche prestazione non all’altezza da parte dell’ex Napoli, il tecnico Claudio Ranieri non ha sovvertito le gerarchie. La prima vera chance per Colley si manifesterà in occasione della prossima partita contro il Bologna di Sinisa Mihajlovic, il 22 novembre, a causa della squalifica comminata a Tonelli. Da quei novanta minuti o poco più si capirà il ruolo del gambiano nell’organico blucerchiato. In attesa di una cessione che appare scontata e inevitabile.