Marco Villa, blucerchiato per scelta: «Sampdoriano e fiero di esserlo»

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Autore e spalla di Cattelan su Sky, Marco Villa racconta la sua vita da blucerchiato atipico: «Mi sono innamorato della maglia l’anno dello Scudetto. Fiero di essere un milanese sampdoriano»

A Sky Uno, e per la precisione alla trasmissione di Alessandro Cattelan “E poi c’è Cattelan”, batte un cuore blucerchiato. Non è quello del conduttore, che ha comunque ricevuto la maglietta dal colori più belli del mondo con il suo nome qualche mese fa, ma è quello della sua “spalla” e imprescindibile autore Marco Villa. Una storia particolare la sua, diventato tifoso blucerchiato nonostante le proprie origini milanesi: «Sampdoriano e fiero di esserlo. La mia passione per il blucerchiato non è certo ereditaria, essendo milanese di nascita. Ho iniziato a seguire il calcio ai tempi di Italia ’90, mentre l’amore per la Samp è nata vedendo un Juventus-Sampdoria: da una parte una maglia bianconera, dall’altra una coloratissima e bellissima. Sei mesi dopo abbiamo anche vinto lo Scudetto, quindi mi è sembrata davvero la scelta migliore possibile».

Una scelta, quella di Villa, certamente controcorrente: «Essere sampdoriano a Milano negli anni ’90 era abbastanza strano: avevo vicino interisti, juventini e milanisti che vincevano ogni tre giorni. Tante prese in giro, ma anche la particolarità di essere l’unico a tifare per quella squadra. La prima volta allo stadio fu un Milan-Samp 3-2, l’anno, ahimé, della retrocessione. La prima volta a Genova è stata invece solo 4 mesi fa, un Samp-Juve che mi ha dato soddisfazione. Il mio idolo calcistico, al netto di Vialli, Mancini e il blocco dello Scudetto, è Enrico Chiesa. Cosa mi piace di questa Sampdoria? Il fatto che non si butti mai via la palla, l’idea di gioco insomma. Ferrero? Come tutti i sampdoriani all’inizio ero scettico, poi però si sono visti i risultati della sua gestione sia a livello di campo – conclude Villa – che di progetto in generale».