Murillo e i soliti errori di mercato: la Sampdoria non ha imparato la lezione

ferrero Murillo sampdoria
© foto www.imagephotoagency.it

La Sampdoria prima cede e poi, tra mille difficoltà acquista (male). Il mercato estivo non ha insegnato nulla

Lo scrissi il 10 dicembre scorso, lo ribadisco a più di due mesi di distanza. La Sampdoria ha completamente fallito il mercato estivo e rischia di commettere gli stessi errori in quello di gennaio. L’imminente cessione di Jeison Murillo al Celta Vigo crea un vuoto enorme all’interno di un reparto difensivo limitato e colmo di incertezze. L’addio del colombiano costringe il tecnico Claudio Ranieri a fare scelte obbligate.

A sinistra: alle spalle di Nicola Murru c’è Tommaso Augello, nuovo alla Serie A. A destra: l’infortunio di Fabio Depaoli garantisce la titolarità a Bartosz Bereszynski e obbliga Morten Thorsby a svariare sulla fascia in caso di necessità. Al centro: Omar Colley fa coppia con Julian Chabot (alla prima esperienza in Italia) e l’unica riserva disponibile è Vasco Regini, che non giocava titolare da un anno e mezzo, considerando la lesione del legamento crociato subita da Alex Ferrari.

Facendo rapidamente due conti: non ci sono riserve. E non è un bene a pochi giorni dalla sfida contro la Lazio, la prima di una serie di partite complicate per la Sampdoria. In attesa di scoprire chi (e se…) arriverà qualche rinforzo in difesa, possiamo dire che il primo passo falso sul mercato invernale è stato commesso. La fretta di cedere i calciatori si contrappone alla lentezza di acquistarne altri, situazione vissuta e rivissuta nel corso della gestione di Massimo Ferrero. Molte volte abbiamo potuto tirare un sospiro di sollievo, ripenso all’avvicendamento tra Lucas Torreira e Albin Ekdal, ma non sarà sempre così.

In questo caso, per l’appunto, potrebbe non esserlo. Una mossa errata da parte della dirigenza può compromettere la seconda parte di campionato del Doria, ora che Ranieri ha saputo creare un’identità intorno alla squadra. Ora che la sua semplice richiesta è quella di avere un difensore centrale come tappabuchi e affrontare con maggiore fiducia la lotta per la salvezza. Ora che, finalmente, è stato ristabilito un certo equilibrio nell’ambiente.