
Enrico Nicolini, ex giocatore della Sampdoria, ha analizzato a caldo il pareggio rimediato al “Druso”! Ecco quanto emerge
Il pareggio contro il Südtirol ha lasciato qualche rimpianto alla Sampdoria, soprattutto per il rigore concesso agli avversari. Nel corso di Forever Samp, trasmissione in onda su Telenord, Enrico Nicolini ha analizzato la prestazione della formazione blucerchiata e alcuni dei principali temi del momento!
L’ex giocatore ha espresso perplessità sull’episodio che ha portato al penalty, soffermandosi anche sulla maggiore solidità mostrata dalla squadra. Nel suo intervento ha, inoltre, dedicato attenzione alle scelte di Luca D’Angelo, al rendimento dei singoli e alle problematiche che continuano a condizionare il percorso della Sampdoria. Le dichiarazioni:
Ultimissime Sampdoria LIVE: c’è attesa per Depaoli, le parole di Begic
RAMMARICO E SEGNALI POSITIVI – «Resta il rammarico per aver lasciato per strada due punti, perché secondo me la Sampdoria avrebbe meritato di vincere. Ha concesso soltanto un’occasione e ha disputato una partita ordinata. Sul rigore, però, ho molti dubbi: il regolamento è assurdo.
Il pallone arriva dopo un colpo di testa da mezzo metro, senza alcuna volontarietà. Oggi basta che un pallone venga calciato addosso a un giocatore perché venga assegnato un calcio di rigore.
Ho comunque visto una squadra più solida: nelle partite precedenti avevamo sempre la sensazione che potesse arrivare un gol degli avversari, questa volta invece non è successo. Da questo punto di vista possiamo essere soddisfatti. Al di là dei singoli riferimenti e delle idee tattiche, quando c’è una buona organizzazione di gioco si riescono a ottenere risultati».
ANALISI PORTIERI – «Dopo l’errore commesso contro l’Arezzo, era comprensibile non schierare Vindahl. In questo momento non mi trasmette affidabilità, mentre Krastev mi ha dato una sensazione positiva, sia per tranquillità sia per presenza fisica, anche se non è stato chiamato a compiere grandi interventi. Mi fido di D’Angelo: ha fatto tutta la gavetta e finalmente vediamo un allenatore di calcio».
INFORTUNI – «Sugli infortuni, il problema nasce soprattutto quando i guai muscolari diventano frequenti. In quei casi significa che probabilmente quel distretto è stato sottoposto a carichi eccessivi, creando delle problematiche. Per quanto riguarda Insigne, non credo invece che la sua situazione sia legata al tipo di preparazione.
Più che altro, contesto i tempi di recupero. Chi gestisce il lavoro atletico deve saper valutare attentamente come riportare un giocatore alla condizione migliore. Sono fondamentali il preparatore atletico, il medico, l’esperienza dell’allenatore e il coordinamento tra tutte queste figure».