Pereira, una cessione logica per finanziare il mercato

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La cessione di Pedro Pereira ha permesso alla Sampdoria di autofinanziare il mercato invernale, acquistando e confermando giovani dal sicuro avvenire

Quando arrivò a Genova lo scorsa estate, quel ragazzotto classe ’98 venuto dal Portogallo avrebbe dovuto rimpolpare la rosa della Primavera di Ciccio Pedone vista l’età. Fu però aggregato alla prima squadra nel ritiro estivo, suscitando subito ottime impressioni fra gli addetti ai lavori. Fu da quel momento che Walter Zenga – va detto, con lungimiranza – decise che Pedro Pereira sarebbe rimasto fra i “grandi” a crescere alle spalle di Mattia Cassani e di Lorenzo De Silvestri, infortunatosi al ginocchio in estate con la maglia dell’Italia. Le condizioni non sempre perfette di dell’ex terzino del Palermo permisero a Pereira di esordire in campionato a soli 17 anni – un record che gli sarebbe stato tolto poco più tardi da Donnarumma col Milan -, sfoderando prestazioni di ottimo livello che gli valsero le attenzioni di grandi club europei, su tutti il Leicester City di Claudio Ranieri, la cui favola stava nel gennaio 2016 iniziando a prendere forma. Dalle avances ricevute in quel gennaio è passato esattamente un anno: un anno nel quale l’ex numero 13 blucerchiato ha continuato a maturare, suscitando nel Benfica – club dal quale la Samp lo prelevò nell’estate del 2015 per una cifra irrisoria – una volontà forte di riportare a casa un prodotto del proprio settore giovanile. Alla fine, i biancorossi lusitani sono riusciti, anche per il completo assenso del giocatore alla trattativa, a riportarsi a casa il terzino. Un bel colpo certamente, ma si è trattato di un ottimo affare anche per la Samp. Vediamo perché.

MERCATO AUTOFINANZIATO – Sì, perché la prima cosa che balza all’occhio è l’ottima plusvalenza registrata dal club di Corte Lambruschini: acquistato per pochi spiccioli, Pereira ha fatto ritorno in Portogallo, un anno e mezzo dopo, per 2,5 milioni più il cartellino di Filip Djuricic. Ebbene, i soldi ricavati dalla cessione del terzino sono serviti infatti alla Samp per autofinanziare completamente il mercato di gennaio. Se si esclude l’affare-Verre col Pescara, dato che il classe ’94 ex Roma arriverà a giugno, la somma ricavata dalla partenza di Pereira è infatti stata intelligentemente spesa dai vertici societari blucerchiati per acquistare – e confermare – giovani interessanti. Il primo ad essere arrivato a Genova è Bartosz Bereszynski, pagato 2 milioni al Legia Varsavia: classe ’92 con ampi margini di crescita, esperienza internazionale per aver giocato la Champions e l’Europa League, costituirà un’ottima alternativa a Sala, quando l’ex Hellas si sarà ristabilito, o potrà anche scavalcarlo nelle preferenze di mister Giampaolo. Altro acquisto, arrivato a fine mercato, è invece Lorenco Simic, difensore centrale classe ’96 proveniente dall’Hajduk Spalato. Di lui si parla molto bene, e quella che lo ha riguardato potrebbe configurarsi come un’operazione alla Skriniar, nel senso che ci vorrà del tempo perché il ragazzo si adatti al calcio italiano e alla sua tattica, ma il futuro sembra essere sicuramente dalla sua.

I COSTI DELLE OPERAZIONI – Il costo dell’operazione si aggira qui sui 1,5 milioni complessivi – un prezzo più alto della clausola, fissata a 1,2 milioni, per ottenere un pagamento dilazionato. La prima rata sarà di circa 500.000 euro, dunque il rimanente dei soldi ottenuti dalla cessione di Pereira dopo l’acquisto di Bereszynski. Ci sono, infine, due riscatti: uno è quello del Primavera Michal Tomic, sempre titolare con Pedone e comprato definitivamente per una cifra molto bassa dal Senica. L’altro è, ovviamente, Filip Djuricic, diventato completamente blucerchiato nell’ambito dell’operazione-Pereira: il ragazzo, che ha ancora 25 anni, ha già mostrato ottimi sprazzi di gioco e buona qualità, tanto che mister Giampaolo ha iniziato ad affidarsi a lui più spesso, magari a partita in corso, quando con le sue accelerazioni può mettere in difficoltà gli avversari. Insomma, certamente lasciar partire un giocatore dal futuro roseo come Pereira non è stato facile per la dirigenza, ma le operazioni successive sono state mirate ed intelligenti: la vendita del terzino ha permesso di autofinanziare il mercato invernale, acquistando e confermando giocatori di sicuro valore che un giorno potranno costituire, a loro volta, un’ottima plusvalenza.

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