Da punto di forza a tallone d’Achille: la difesa è un disastro

silvestre ferrari
© foto Valentina Martini

Sampdoria, la difesa è un colabrodo: mancanza di lucidità ed errori individuali hanno portato il pacchetto arretrato ad essere il punto debole della squadra

Se l’attacco della Sampdoria sembra essersi inceppato in questo finale di stagione, non si può dire certamente di meglio per quanto riguarda la difesa blucerchiata: come visto ieri anche all'”Olimpico” contro la Lazio, dopo aver preso il primo gol la retroguardia doriana si è progressivamente sciolta, fino a regalare la doppietta ad Immobile nel finale di partita per colpa di due errori macroscopici – soprattutto l’errato passaggio orizzontale di Ferrari che ha portato al definitivo 4-0.

Le cifre, in questo senso, sono davvero impietose: se si tiene conto delle ultime 10 partite, la Samp ha mantenuto inviolata la propria porta solo contro squadre che hanno fatto della sterilità offensiva la propria bandiera nelle gare giocate al “Ferraris”, ovvero il Genoa e il Bologna. In totale, nelle restanti 8 partite – a partire dalla trasferta di “San Siro” contro il Milan – sono stati ben 21 i gol incassati, con 4 partite che hanno visto Viviano raccogliere almeno 3 volte il pallone in fondo al sacco – 4 reti a Crotone, 5 contro l’Inter, 3 contro la Juve e 4 contro la Lazio.

Numeri davvero da incubo per una squadra che, come vorrebbe Giampaolo, dovrebbe fare della tenuta difensiva un proprio punto di forza. E’ chiaro che a questo punto qualcosa vada cambiato, concedendo magari un po’ di riposo a chi è sembrato poco lucido, Ferrari in primis: in questo senso, la prova di Andersen ieri pomeriggio è stata molto incoraggiante, chissà che il danese non possa sfruttare questo finale di stagione per continuare a mettersi in mostra anche in previsione di una possibile maglia da titolare per l’anno prossimo.