Portiere, cestista, dirigente: la Sampdoria riabbraccia Turci

Turci Sampdoria
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Portiere, preparatore, ma anche cestista e dirigente: la Sampdoria dà il bentornato a Luigi Turci, alla prima esperienza in Serie A

Cambio dietro le quinte per la Sampdoria, che questa mattina ha dato il buongiorno ai suoi tifosi con un comunicato stampa del tutto inaspettato. Dopo sei anni al servizio della società blucerchiata – con qualche interruzione del rapporto lavorativo, dovuta a esoneri degli allenatori che si sono succeduti nel tempo – Andrea Sardini lascia il suo incarico di preparatore dei portieri “per motivi personali”, proprio all’indomani della figuraccia di cui è stato protagonista Emiliano Viviano contro il Cagliari. I due fatti non sono presumibilmente collegati, dato il brevissimo arco di tempo impiegato dalla Sampdoria per trovare il suo sostituto: l’addio di Sardini doveva essere già pianificato da tempo, e il suo posto è stato immediatamente preso da Luigi Turci. Un nome che non suona nuovo al club ligure e ai suoi tifosi che, tra il 2002 e il 2005, avevano visto difendere i pali del Doria proprio dal portiere cremonese. Ancora due anni a Cesena in Serie B, per poi appendere i guantoni al chiodo e mettere la sua esperienza al servizio delle nuove leve. O forse no, non è ancora il momento: Turci si prende un paio di anni sabbatici e cambia addirittura sport, diventando un tesserato della Gradese, squadra di pallacanestro di Grado, cittadina in provincia di Gorizia dove l’ex portiere aveva già preso casa. Al figlio Matteo, che gioca come portiere nelle giovanili della Gradese – questa volta, sì, si tratta di calcio – riserva solo qualche consiglio, ma niente di ufficiale. Lui, invece, dichiara di avere quasi il rigetto per lo sport praticato per tanti anni e decide di reinventarsi nel ruolo di pivot: «Mi hanno chiesto di giocare e ho accettato, visto che non volevo stare fermo. Mi alleno una volta alla settimana – aveva spiegato a La Gazzetta dello Sport – e poi nei weekend ci sono le partite. Rimango sul parquet in media una ventina di minuti, comunque».

Nel febbraio del 2009, ecco che arriva dalla Serie C una proposta del Portogruaro, con cui inizierà la sua carriera da preparatore dei portieri. Partenza col botto: i veneti riescono ad arrivare primi nel proprio girone, conquistando così una storica promozione in Serie B. Appena finita la stagione, Turci si accasa per un anno al Padova, sempre in cadetteria, per poi passare nel 2012 al Pordenone e nel 2013 in Serie D alla Triestina, fresca di rifondazione societaria. Nel 2014 incomincia l’avventura con la Cremonese, società grazie al quale entrerà in contatto con Marco Giampaolo: in panchina, infatti, c’è proprio l’attuale allenatore della Sampdoria. A maggio del 2015 la squadra conclude il campionato in ottava posizione, a ridosso della zona playoff, ma il tecnico rescinde il contratto. Dopo l’esperienza a Cremona, lo scorso febbraio Turci accetta un posto da dirigente nell’Udinese, club di cui aveva già vestito la maglia dal 1996 al 2002, disputando anche la Coppa UEFA: in Friuli ricopre la carica di Responsabile dell’area Sviluppo Sportivo, con compito di coordinare i rapporti tra la prima squadra e la Primavera bianconere.

Oggi, la tanto attesa opportunità in Serie A e il nuovo incrocio con Giampaolo. Viviano, anche dopo le ultime prestazioni non proprio impeccabili e l’errore di ieri, non dovrà temere nulla con il cambio di preparatore. Turci nutre molta stima nei confronti del portiere fiorentino e saprà come farlo tornare alla sua forma ottimale: «Il suo problema sono semplicemente gli infortuni – aveva spiegato quest’estate ai microfoni di Vavel Italia –  è un portiere di grandissima personalità e potenzialità. Probabilmente senza alcuni problemi avrebbe fatto una carriera migliore, ma è già in una grande piazza come quella della Sampdoria». Sia a lui che agli altri portieri portieri blucerchiati, potrebbero essere riservati allenamenti particolari. La passione per il basket, infatti, è nata ai tempi dell’Udinese ma non è ancora tramontata: «Noi portieri ci allenavamo nei canestri in palestra. Mi ricordo le sfide con De Sanctis e Zampa, il preparatore, uno che secondo me avrebbe potuto fare strada nella pallacanestro. Purtroppo né alla Sampdoria né al Cesena, poi, ho potuto continuare perché mancavano le strutture». Ora chissà che a Bogliasco non soddisfino i suoi desideri e gli mettano a disposizione un canestro.