Sampdoria-Hellas Verona, Pecchia: «Siamo qui per giocarcela»

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Sampdoria-Hellas Verona, Pecchia presenta il match in trasferta tra le mura del “Ferraris”. Ambiente ostile ma squadra pronta a giocarsela

L’Hellas Verona, che scenderà al “Ferraris” per affrontare la Sampdoria di Giampaolo, non avrà il sostegno del suo pubblico e, forse, questo potrebbe essere un lato positivo per la squadra di Pecchia. Il tecnico gialloblù ha sottolineato come l’ambiente gli sia ostile e che l’impresa in queste condizioni sia molto più complicata. La partita contro i blucerchiati è un ostacolo non da poco per il valore dell’avversario e per il fatto di giocare in uno stadio in cui sia Juventus che Milan hanno finito per perdere il confronto. Intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della gara il tecnico ha fatto il punto sulla sua squadra e su cosa si aspetta dalla partita: «Lavorare, per diciotto mesi, in questo ambiente lo prendo come una sfida professionale, c’è grande pressione. Se l’ambiente è ostile e non vuole darci una mano diventa difficile raggiungere il nostro obiettivo. Potevamo avere qualche punto in più, è vero, ma non venti. Abbiamo avuto delle difficoltà ma siamo ancora lì per giocarci la Serie A. La mia squadra deve affrontare le gare senza troppi calcoli. Tutte le squadre sono davanti e nel finale di campionato vale di più l’aspetto psicologico, la squadra deve voler giocarsela contro tutti».

«Dopo una prestazione importante come quella di Firenze il pubblico ha redarguito i giocatori. C’è bisogno di creare un blocco unico anche con i tifosi, perchè sono un valore aggiunto. Il Verona è di tutti. Il mercato ha reso la squadra più equilibrata, i nuovi hanno entusiasmo: nei reparti siamo a posto, anche a centrocampo, ora che giochiamo a due. Inoltre vogliamo fare crescere i nostri giovani e qualcosa bisogna rischiare. Saranno indisponibili Cerci, Ferrari e Zaccagni. Vedremo chi schierare come terzino destro. Per Cerci bisogna avere pazienza, con una recidiva si comprometterebbe tutto. Ho in mano una squadra e devo gestirne i giocatori. Non ci sono problemi – in riferimento ai quattro giocatori epurati -, non è stato un castigo, è uno stimolo per tutto il gruppo perchè io ho bisogno di tutti nelle migliori condizioni. Riguardo ai singoli: Aarons ha un po’ più di difficoltà perchè non conosce la lingua, ma dal punto di vista atletico è in ottime condizioni. Vukovic ha personalità ed esperienza che gli permettono di assumere la leadership del gruppo. La crescita di Kean rientra nel lavoro quotidiano che svolgiamo. Il ragazzo ha 17 anni, dobbiamo tenerlo sempre nelle migliori condizioni».

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