Ennesimo mercato fallimentare della Sampdoria! A gennaio l'algoritmo di Fredberg riuscirà a salvarci?
Editoriale

Ennesimo mercato fallimentare della Sampdoria! A gennaio l’algoritmo di Fredberg riuscirà a salvarci?

Il campo sta mostrando ancora una volta quanto fallimentare sia stata l’ultima sessione di mercato della Sampdoria, ma Fredberg vuole essere giudicato per i suoi risultati…

E siamo sempre qua: nuovo anno, nuovo giro, nuova corsa, sempre la stessa Sampdoria. Cambiano i giocatori, ma non i dirigenti. Non cambiano neanche le strategie di mercato, le quali continuano a portare giocatori che inevitabilmente hanno la data di scadenza fissata in 6 mesi.

Perché bastano 6, ma anche meno mesi ai giocatori che arrivano a Sampdoria per dimostrare di non essere adeguati al contesto, per dimostrare di non essere all’altezza della Sampdoria stessa e per dimostrare di non sapersi calare in breve tempo nelle logiche, le dinamiche e gli equilibri di un campionato complicato come la serie B.

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Sono bastati pochi mesi e soprattutto solo 9 giornate del campionato di serie B 2026-2027 per dimostrare che ancora una volta la finestra di mercato è stata affrontata in modo superficiale senza competenze dai dirigenti blucerchiati. Jesper Fredberg ha puntato quest’anno sulla mancata conferma di Andrea Mancini, che ha scelto di ripartire col Cesena, il tutto per scegliere lui stesso un direttore sportivo a lui fedele e debitore. Per questo motivo è arrivato Americo Branco, il quale ha convinto per alcuni colpi, ma è rimasto comunque sulla scia delle precedenti sessioni di mercato, nella quale a decidere tutto o quasi era Fredberg in primis, sotto mandato di Nathan Walker e Joseph Tey.

E quindi nuova sessione, nuova infornata di giocatori, tanti che arrivano, tantissimi che se ne vanno, molti per scadenza di contratto e tra le perplessità generali. Perché la Sampdoria compra una prima punta, non una riserva, ma lascia partire Massimo Coda, che va in scadenza e a Catania sta facendo tanto bene. Si lascia partire Giordano e sulla fascia sinistra ora ci sono problemi, perché Manuel Cicconi non è un terzino, ma sta giocando lì dall’inizio della stagione. Fabio Depaoli è stato provato lì e dopo 16 minuti ha rimediato una lussazione alla spalla che lo terrà fuori dal terreno di gioco per non meno di 1 mese, ma forse anche 2/3.

Allo stesso tempo sulla tre quarti c’è un Insigne che può trascinare problemi fisici permettendo, ma poi arriva Sinani che fa benino, si rompe il crociato e non ci sarà fino alla fine della stagione. A fine estate, a mercato chiuso, si torna sul mercato e si prende Karamoh, giocatore reduce da almeno 2 stagioni enigmatiche con numeri deludenti e una parabola calcistica che nonostante la giovane età risulta in calando in modo drammatico.

Le mosse sono state tante nell’ultima sessione di mercato, alcune azzeccate, come appunto l’acquisto di Insigne, ma quasi tutte le altre hanno portato con sé una serie di interrogativi che non si riesce a formulare bene e che non trovano risposta. La strategia è stata ancora quella di puntare su giocatori che, secondo la dirigenza, avessero una grande voglia di rilancio, ma tutto ciò si è tradotto nell’acquisto di giocatori a parametro 0, i quali hanno inciso poco nel migliore dei casi, non incideranno mai nel peggiore Perché oltre a Karamoh sono arrivati giocatori come MBabu, che fino a 2 anni fa sarebbe sicuramente potuto essere una grande alternativa per la Sampdoria, ora un giocatore che dopo quasi 1/4 della stagione non è ancora in condizione, non è in grado di giocare dal primo minuto e si ritroverà a doverlo fare, dato che nell’ultima partita si è fermato per infortunio pure Di Pardo.

Sono arrivati giocatori non in condizione e non all’altezza come Karamoh, e soprattutto è stata comprata una punta come Lauritsen, dalla quale ci si aspettava tanto e dal quale si è ottenuto nulla finora. La strategia rimane comunque la stessa: ogni anno si fa tabula rasa, 10 giocatori vanno via, 10 giocatori arrivano e almeno 8 di questi deludono costantemente. La strategia è sempre una, è sempre quella di puntare sul celebreremmo algoritmo tanto caro a Jesper Fredberg, e ogni anno, nonostante questa strategia si riveli errata, si prosegue su questo tracciato.

C’è la possibilità di fare come squadre come l’Ascoli, capace di vincere 2-0 contro il blucerchiati, il quale decide di confermare il blocco, proseguire sul suo progetto e utilizzare giocatori italiani di valore assoluto come D’Uffizi, tanto per fare un nome. Ma no, si sceglie di prendere i giocatori dall’estero, i quali poi non si ambientano e trascinano la Sampdoria, come in questo momento, all’ultimo posto della classifica.

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Si potrebbe scegliere di puntare sui giocatori del settore giovanile, ma al di là di Conti, vista la scorsa stagione in campo, poco o niente arriva da lì. O meglio, ne arrivano ben 3 che nell’ultima giornata sono stati convocati, ovvero Mezzotero, Donega e Piermattei, tutti e tre poi lasciati a marcire in panchina, nonostante una rosa deficitaria e falcidiata dagli infortuni.

Si potrebbe scegliere di seguire tutta una serie di strategie che non si scelgono, si lasciano da parte a favore di un algoritmo che negli ultimi anni ha portato a Genova giocatori del calibro di Jordan Ferri e Victor Narro. I classici profili che tra 10 anni ricorderemo pensando a quanto in basso si può scendere.

E quindi si continua con la strategia dell’algoritmo, con la voglia di rimanere sui propri passi, ma la domanda che vi faccio è solo una: volete davvero affondare con i vostri metodi o primo o poi cambierete registro?

Gli algoritmi continuano a portare alla Sampdoria solo fallimenti, ma continuate imperterriti così su questa strada. Un mercato incompleto e fallimentare e poi a gennaio si mettono le toppe alla disperata, ogni anno, solo che l’anno scorso le toppe le ha messe Andrea Mancini, quest’anno Jesper Fredberg e il suo Amadeo Branco riusciranno a fare lo stesso?

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