Giampaolo è sicuro: «Lottiamo per l’Europa League». E sugli infortunati…

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Sampdoria-Torino, Giampaolo presenta il match in conferenza stampa: «Sarà una partita complicata»

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Manca ormai poco alla sfida tra la Sampdoria e il Torino di Walter Mazzarri, in programma domenica 4 novembre alle ore 15 tra le mura dello stadio “Ferraris”. Il tecnico blucerchiato Marco Giampaolo presenta così il match in conferenza stampa: «Bisogna fare partite serie. Quello che è stato fatto nell’ultima partita è stato ampiamente analizzato. Ora bisogna ripartire con l’obiettivo di vincere, essendo propositivi e divertendo il nostro pubblico. I comportamenti fanno la differenza, a prescindere dalla qualità e forza dell’avversario. Le partite bisogna giocarle con umiltà e grande attenzione, sia che ci sia davanti la Juventus, prima in classifica, o il Chievo. I risultati ci stanno insegnando che non ci sono partite facili. Il Torino ha investito su giocatori forti, fisici, muscolari, con qualità davanti. Non ha mai perso in trasferta fino ad oggi. È una squadra solida. È una partita complicata dove la Sampdoria deve fare bene tante cose, fatta di furbizia e attenzione. Ci vuole una prestazione di altissimo livello per vincere contro il Torino».

«Lotta per l’Europa con il Torino? È una squadra costruita per centrare quell’obiettivo con investimenti seri. La Sampdoria lotta e lavora per raggiungerlo. Queste sono le differenze tra noi e loro. Murru e Defrel hanno recuperato, sono tutti convocati tranne Rolando e Leverbe. Regini non lo menziono ancora perché è un infortunio di lungo corso, sta molto bene ma ha saltato degli step. Non escludo che nei prossimi giorni possa fare qualche pillola insieme a noi. È un professionista serio e fa di tutto per tornare a disposizione, lo aspettiamo. Sala? È un ottimo giocatore e si allena bene, ma è finito al centro del mirino. Il Var? Se mi guardo indietro, quattro anni fa si giocava uno sport diverso. Era veramente un calcio diverso, le decisioni nascevano dalla emotività della partita. Oggi il Var è elemento di garanzia. Mi sento tutelato anche quando sbagliano contro di me. Il Var a chiamata non mi interessa, ci sono l’arbitro e l’operatore. Nelle decisioni cruciali della partita è lui che deve andare a guardare. Mi sembra uno strumento perfetto. Se penso di giocare una partita senza il Var, mi sento che manca un elemento di tutela. Tocco di mano di Higuain? Non è stato visto, ma rispetto ad anni fa va bene così, mi sento comunque tutelato».

«Caprari? Ho sentito l’intervista del suo procuratore dove si lamentava della panchina. Per me lui è un titolare, una volta dall’inizio, una volta in corsa ma pur sempre un titolare. Io non ho undici giocatori, meno male ne ho tanti e il calcio va visto in maniera diversa. Non conta quante presenze fai, ma la qualità delle partite. Alla fine farà trenta partite, ma trentotto non le fa nessuno in campionato, forse Ronaldo alla Juventus. Per me i titolari sono quelli che sono in grado di fare la prestazione. Io voglio avere venti titolari e avere problemi. Se domani non giocano Ramirez e Saponara sulla trequarti, gioca Caprari. Se domani non gioca Quagliarella, abbiamo bisogno di un attaccante. Dobbiamo sempre essere competitivi. Chi non è titolare per ora sono Tavares e Ferrari, che non hanno giocato mai. Titolari sono Colley, Andersen e Tonelli. Ekdal è un titolare, ma spero che Vieira lo diventi presto».

«Saponara è un giocatore di talento che deve essere contestualizzato nella squadra. È un ragazzo che ha bisogno di tornare a dare continuità alle partite, ma ne conosco le qualità. Ha bisogno di tempo e di fiducia. A Milano ha offerto un grande calcio e sono convinto che possa fare sempre meglio. Kownacki sta attraversando un periodo, fa parte di un processo di crescita. Ha sbagliato il rigore a Cagliari e gli è rimasto addosso. Io l’ho impiegato sei minuti e non è che possa fare tanto. A Milano ha avuto più minuti, ma resta un ragazzo umile che lavora. Non è una testa calda. Anche lui ha bisogno di una mano, di fiducia. È giovane, forte, con caratteristiche diverse dagli altri. Si allena sempre bene, non è in un momento di lucidità mentale, ma se lo aiutiamo lo ritroveremo».


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