Un ponte per l’Occidente: chi sono gli arabi che vogliono la Samp

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Gli arabi fanno sul serio per la Sampdoria: gli imprenditori sauditi vogliono creare un ponto con il mondo occidentale

La clamorosa indiscrezione di oggi riguarda la trattativa per la cessione della Sampdoria e, in particolare, Aquilor Capital. Come noto ormai, il fondo inglese non correrebbe per l’acquisto della società blucerchiata, ma farebbe da semplice mediatore per conto della cordata araba, che a questo punto si connota quale unica concorrente del gruppo guidato da Gianluca Vialli – il cui rilancio è da poco giunto sulla scrivania del presidente doriano Massimo Ferrero  – per la corsa alla Sampdoria.

Cerchiamo allora di capire qualcosa di più sulla cordata araba, un gruppo di imprenditori riusciti, per il momento, a mantenere alto il riserbo circa le proprie identità. Ciò che si sa, secondo quanto svelato da Repubblica, è che questi uomini d’affari provenienti dall’Arabia Saudita vorrebbero utilizzare il mondo del calcio come aggancio con il mondo occidentale, un ponte transculturale che permetterebbe loro di farsi conoscere e far conoscere il proprio Paese, interessato negli ultimi anni dal nuovo corso – non sempre liberale e scevro di violenze, per la verità – intrapreso dal principe ereditario Mohamed Bin Salman. L’obiettivo non sarebbe dunque quello del profitto, ma quello di utilizzare la Sampdoria come una vetrina con vista sull’Italia e sull’Europa, un modo di sfruttare la visibilità del calcio per esportare una cultura, per aprire un dialogo con l’Occidente e per rispondere al vicino-rivale Qatar – che nel 2022 ospiterà i Mondiali – con la stessa moneta, sfruttando il brand blucerchiato che, a quanto pare, ai tempi della Sampd’Oro di Mantovani era particolarmente conosciuto e apprezzato nella Penisola arabica.