Vacanze anticipate

delneri udinese
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Un pareggio che fa comodo a entrambe le squadre, che non danno niente allo spettacolo e si adagiano nella loro condizione di classifica, che non dà più spazio a velleità internazionali.

C’erano stati proclami di vittoria, annunci per una grande chiusura dell’anno, la chiara volontà di iniziare le vacanze natalizie con la gioia di una partita portata a casa, ma tutto ciò non è stato possibile ieri sera contro l’Udinese. La sfida degli ex, perché la Sampdoria aveva con sé numerosi giocatori col passato bianconero, si è risolta con un pareggio a reti inviolate che accontenta la classifica di entrambe le società, oramai destinate a un campionato di tranquillità e scevro da qualsiasi tipo di velleità, ma lascia spazio per alcune considerazioni blucerchiate. Parto subito dalla nota positiva, che anche stavolta si chiama Schick: il ceco è riuscito ad avere più di dieci minuti in campo, su gentile concessione di Giampaolo, che ha provato a scuotere la squadra inserendo quello che è, attualmente, il giocatore più in forma del Doria e anche quello con la media gol più alta della Serie A dopo il furioso Mertens. Non ha certamente cambiato la partita, ma iniziare a collezionare del minutaggio in più è sicuramente un punto di partenza per cercare di ottenere, più avanti, un posto da titolare, magari al posto di Quagliarella. Perché il reparto offensivo è la nota più dolente della partita di ieri sera: tolta la grande occasione che si è palesata quasi in partenza di gara, proprio sui piedi di Quagliarella che però pecca di egoismo e di scarsa lucidità per il passaggio finale, sia Muriel che Praet, ma anche Bruno Fernandes, non hanno inciso, anzi. Il colombiano è stato anche protagonista di una pantomima che, concedetemelo, è al limite del ridicolo, per una presunta manata in faccia ricevuta che gli procura un’ammonizione e nient’altro. Per il resto nessuno sprazzo, nessun tentativo di spaccare la partita, arginato così come lo è stato anche Fernandes, che nel suo momento più alto ha persino rubato la palla dai piedi di Quagliarella al momento del tiro in area di rigore. Tantissima confusione.

La confusione non l’ho vista in difesa, invece, perché il reparto, che aveva sfigurato fin troppo contro il Chievo, ha ritrovato Silvestre, che con la sua freddezza da gigante è tornato a essere il faro e la guida della retroguardia. La speranza che alberga nel mio cuore è che con l’argentino si possa trovare l’accordo per continuare questo matrimonio, perché accanto a lui sta continuando a crescere anche Skriniar, che ieri sera è stato autore di un’altra buona partita, chiudendo quando necessario su Zapata e su Thereau. Positivi anche Regini e Sala, ma io personalmente attendo ancora il rientro da titolare di Pavlovic, che potrà dare maggior verve sulla fascia oltre a fornire un’ottima alternativa per i calci piazzati, sui quali la Sampdoria, nella gestione Giampaolo, pecca in maniera a dir poco disarmante. Per il resto sottolineo comunque che non c’è stato un grande impegno da parte dell’Udinese nei riguardi della difesa doriana: Puggioni deve allungarsi soltanto in poche occasioni su Thereau e su Zapata, ma nient’altro. La squadra di Delneri, appiedato da qualche strascico di influenza che ha colpito sicuramente molti dei suoi, non è arrembante come ci si aspetterebbe e forse nessuna delle due compagini aveva realmente voglia di farsi del male. Col panettone sullo stomaco, per quanto le metafore culinarie lascino il tempo che trovano nel calcio soprattutto, gli interpreti in gioco hanno preferito la via più semplice, quella del pareggio: il Doria, così, dopo due sconfitte torna a far punti, raggiungendo il Genoa in classifica, mentre l’Udinese continua a tenersi lontana dalla zona retrocessione, sulla quale oramai far conti è impietoso, essendo diventando un vero e proprio torneo a parte. Ora buone vacanze ai blucerchiati, che si dovranno ritrovare per l’ultima del girone contro il Napoli, ospite non semplice, e che a gennaio torna sempre, come un ricorso storico.