VAR, gol annullato e rigori dubbi: facciamo chiarezza

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La direzione di Valeri in Juventus-Samp ha sollevato polemiche: rivediamo gli episodi cruciali con l’aiuto dell’ex arbitro Marelli

Le decisioni dell’arbitro Valeri in Juventus-Sampdoria hanno causato uno sciame di polemiche che ancora non si è placato. Oggetto del dibattito sono soprattutto i due rigori assegnati – uno per il di mano tocco di Emre Can, l’altro per quelli di Alex Ferrari – e il gol annullato a Riccardo Saponara. Cerchiamo dunque di fare chiarezza su quanto successo all'”Allianz Stadium” e su quella che deve essere, o che dovrebbe almeno essere in linea teorica, l’interpretazione coadiuvata dal VAR degli episodi incriminati. Lo facciamo grazie alla disamina dell’ex arbitro Luca Marelli, che ha analizzato a fondo tutte le situazioni che hanno generato discordie fra addetti ai lavori e tifosi.

Iniziamo con il calcio di rigore assegnato alla Sampdoria. Su situazione di calcio d’angolo, Emre Can stacca e colpisce il pallone con il braccio, l’azione si sviluppa e Valeri non si avvede del tocco proibito. A richiamare l’arbitro centrale è il VAR 1, Maresca, che invita Valeri a rivedere l’azione al monitor. Di qui la decisione di assegnare il penalty alla Samp. Ecco cosa ne pensa Marelli: «La scelta, a mio parere, è corretta. Ormai sappiamo che i parametri sui tocchi di mano in area di rigore hanno spostato da anni l’asticella dalla volontarietà alla colposità. Un calciatore che si opponga alla traiettoria del pallone in questo modo, su un pallone calciato da venti metri e senza alcun avversario davanti, deve assumersi il rischio che, sbagliando l’impatto di testa, possa essere sanzionato con un calcio di rigore».

Proseguiamo con il secondo rigore della partita, assegnato questa volta alla Juventus. Ancora situazione di calcio d’angolo, il pallone arriva in area e Alex Ferrari sfiora la sfera con il braccio destro, che sembra comunque attaccato al corpo. Valeri non ha dubbi e indica subito il dischetto, ma Maresca lo invita a rivedere l’azione. Spiega Marelli: «Se nel primo caso Maresca è intervenuto a segnalare un chiaro ed evidente errore nel non aver assegnato il rigore, in questo caso interviene per segnalare come chiaro ed evidente errore un rigore fischiato. Questo rigore è inesistente per diversi motivi. Ci sono almeno due motivi per i quali il calcio di rigore non sussiste. Il primo: il braccio è aderente al corpo. Più vicino di così è impossibile. Il secondo: il pallone è inaspettato dato che spunta all’improvviso dopo essere stato mancato dai calciatori davanti a Ferrari di un paio di metri scarsi».

Veniamo dunque all’ultimo episodio, quello del pareggio di Riccardo Saponara. Valeri prima convalida, poi il VAR richiama ancora una volta il fischietto romano. Sul tocco di Gregoire Defrel, Saponara è in fuorigioco di rientro, mentre il tocco seguente di Alex Sandro non è considerato dagli arbitri una giocata volontaria. Così si esprime Marelli: «Fuorigioco che dipende solo da un fatto: il tocco diAalex Sandro sul contrasto di Defrel è da considerarsi una giocata oppure una semplice deviazione? In questo caso siamo di fronte senza alcun dubbio ad una deviazione. Sul passaggio di Perin, Defrel anticipa Alex Sandro che, solo successivamente, con la gamba sinistra, colpisce il pallone in modo del tutto fortuito. Per tal motivo il tocco del difensore non rimette in gioco Saponara, per cui la posizione del giocatore della Sampdoria deve essere valutata nel momento in cui il pallone viene intercettato da Defrel. La scelta è corretta. Per quanto bellissimo, il gol di Saponara non poteva essere convalidato».