Verre scalpita: «Non aspetto altro che giocare» - Samp News 24
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Verre scalpita: «Non aspetto altro che giocare»

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Giampaolo azzera le gerarchie, Verre assapora il campo: «Non aspetto altro che giocare. Mi è mancato il gol, ma è colpa di Sirigu». E su Caprari scherza: «Qui grazie a me, ci inseguiamo»

Dopo la pesante sconfitta contro l’Inter per 5-0, Marco Giampaolo è stato chiaro. D’ora in avanti, le gerarchie verranno azzerate e la Sampdoria scenderà in campo solo con i giocatori che dimostreranno di avere più fame, agonisticamente parlando. Per i prossimi impegni di campionato, complici anche infortuni e assenze per via degli impegni con le Nazionali, uno dei candidati a farsi spazio tra le fila blucerchiate è certamente Valerio Verre: «Non aspetto altro. Ripeto, io sono pronto. Ci sono sempre le gerarchie, ma quando ci sono tre partite così toste e ravvicinate c’è bisogno che tutti siano sul pezzo». Finora solo spezzoni di partita per il centrocampista scuola Roma, che non ha ancora convinto del tutto: «Mi è mancato qualcosa – ammette al Secolo XIX – forse un golletto per aumentare l’autostima e la leggerezza. Colpa di Sirigu, non avesse tolto quel pallone dall’incrocio col Torino… (ride, ndr). Ne mancano 10 però, ho ancora tempo».

Nonostante le ultime debacle e la conseguente perdita di terreno in classifica, Verre non ha abbandonato il sogno di raggiungere l’Europa League: «La corsa si è un po’ complicata, ma pensiamo partita dopo partita e vediamo. La squadra è sempre la stessa, non è che due sconfitte ci hanno fatto diventare scarsi. Lo sappiamo noi e lo sanno i tifosi. Io ci credo». Poi è una battuta su Giampaolo, ennesimo maestro di calcio conosciuto nella sua breve carriera: «Lui è più silenzioso – spiega – tiene più distanza, come è giusto che sia, tra mister e squadra, ma quando c’è qualsiasi problema lo affronta, parla. E’ un grande».

E’ probabile che con la partenza di Lucas Torreira, promesso sposo del Napoli, il posto in cabina di regia possa passare a lui: «Il mister ormai mi conosce da 6-7 mesi e sa le mie caratteristiche, deciderà lui. Io voglio solo giocare. Ho sempre fatto e preferisco la mezzala o il play». Un altro ex Pescara, nonché amico fin dai tempi della Roma, è Gianluca Caprari, ora anch’egli a Genova: «Quando lui era a Pescara mi telefonava di raggiungerlo e poi ci sono finito. Ora è lui che ha seguito me qui, perché io sono stato comprato sei mesi prima». Un’ultima battuta sulla veronica, gesto tecnico spettacolare di cui Verre viene definito esperto e con cui si è già cimentato anche in questa stagione: «Colpa di mio papà. Visto che lui non riusciva a impararla, a suon di insegnargli sono diventato un esperto. Lui niente», conclude scherzando il centrocampista blucerchiato. 

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