Zapata a cuore aperto: «Qui credono in me, mi sento un sampdoriano»

zapata sampdoria
© foto Valentina Martini

Duvan Zapata è soddisfatto dei primi mesi in blucerchiato: «Mi sento uno di loro, Giampaolo è un grande. Juve? Sono più vulnerabili adesso»

Duvan Zapata ha avuto un impatto davvero devastante con la maglia blucerchiata addosso, un inizio che in pochi, probabilmente, si sarebbero aspettati. Non è tanto il numero dei gol e degli assist messi a segno dal colombiano ad entusiasmare, quanto il fatto che si sia mostrato indispensabile per la squadra grazie al suo lavoro sporco, alle sue sponde e alla grande fisicità. Zapata, insomma, può dirsi pienamente soddisfatto del suo primo periodo in maglia blucerchiata: «A Genova esordisce l’attaccante ai taccuini de Il Giornale – credono in me. Mi hanno comprato, mi hanno pagato caro, sono il giocatore più pagato della loro storia, insomma, mi sento uno di loro. Mi trovo bene e credo che in campo si veda. A  Udine invece, anche se mi trovavo bene, sapevo che sarei stato solo di passaggio e che sarei tornato a Napoli». I merito della crescita dell’attaccante vanno anche attribuiti anche a Giampaolo: «Lui è un grande, sa gestire molto bene le squadre che allena. Ha le idee chiare e questo rende tutto più facile. È riuscito a farmi piacere anche giocare in un attacco a due, mentre prima pensavo che fosse meglio essere solo».

Quest’oggi arriverà a Genova la Juventus, una vera e propria corazzata che negli ultimi quattro anni ha fatto di Marassi un terreno di conquista, ma le cose questa volta potrebbero andare diversamente, e Zapata, come annunciato anche dal compagno di squadra Linetty, sembra molto deciso a dar battaglia ai campioni d’Italia in carica: «La Juventus è una squadra solida che sa quello che vuole. Per noi sarà una partita complicata, ma se facciamo quello che sappiamo fare, i tre punti resteranno qui. Anzi, la classifica dice che rispetto all’anno scorso si tratta di una squadra più abbordabile. Non sembrano avere la stessa ferocia e la stessa cattiveria, sono più vulnerabili: noi proveremo ad approfittarne».