Linetty-Praet, storia di un ballottaggio irrisolto

linetty sampdoria
© foto Valentina Martini

Il ballottaggio Linetty-Praet, che accompagna le scelte di mister Giampaolo quasi da inizio stagione, è qualcosa di più che la semplice alternanza di due giocatori nel medesimo ruolo: è la – felice – spia di una rosa che garantisce, finalmente, un’ampia scelta al mister che la gestisce

Dennis Praet e Karol Linetty sono due dei – diversi – volti nuovi della Sampdoria versione 2016/17. In un centrocampo che ha visto confermato dall’anno scorso, fra i titolari, il solo Barreto, Praet e Linetty avrebbero dovuto portare rispettivamente tecnica e corsa per permettere alla squadra di mister Giampaolo di fare un salto di qualità rispetto alla scorsa, sciagurata annata. A dirla tutta, se guardiamo ai rispettivi ruoli, i due giocatori non dovrebbero avere troppo in comune: il polacco, acquistato per circa 3,5 milioni dal Lech Poznan, è il prototipo della mezz’ala moderna, dotato di polmoni d’acciaio e di gambe “rapaci”, in grado di sradicare il pallone dai piedi dell’avversario, qualità alle quali abbina una discreta tecnica. Il belga, invece, pagato ben 10 milioni all’Anderlecht nonostante un contratto in scadenza nel 2017, è arrivato a Genova in qualità di trequartista dai piedi fatati e dall’ampia visione di gioco. Due tipi di giocatore, dunque, che nel 4-3-1-2 di mister Giampaolo avrebbero dovuto occupare due ruoli ben distinti. Eppure, come ben sanno i tifosi blucerchiati, non è andata così.

ETERNO BALLOTTAGGIO – Alzi la mano chi, leggendo le probabili formazioni della Sampdoria prima di una partita di campionato, non si aspetta di trovare il ballottaggio fra il numero 16 e il numero 18: un dubbio, questo, che mister Giampaolo si porta quasi sempre dietro. Sì, perché a mettere in “competizione” i due è stato proprio l’allenatore di Bellinzona, il quale, dopo aver provato Praet da trequartista, ha preferito far virare il belga nel ruolo di mezz’ala sinistra, posizione occupata fin da inizio stagione da Linetty. I due, nel completare il terzetto di centrocampo insieme a Torreira e Barreto, si sono alternati la maglia da titolare: ad inizio stagione il polacco ha saldamente resistito in qualità di prima scelta, fornendo dinamismo e sacrificio al centrocampo blucerchiato. Quindi, nella fase centrale del campionato  – coincisa con il gol alla Roma – è stato Praet a partire più spesso dall’inizio, mentre in quest’ultima parte di stagione sembra essere di nuovo Linetty il prediletto per i galloni da titolare – eccezion fatta per la gara del Mapei Stadium, che ha visto partire dall’inizio il belga. Una situazione, questa, particolare, soprattutto se si pensa al fatto che il ruolo dei titolari e quello delle cosiddette riserve è piuttosto ben definito in questa Sampdoria, con la sola eccezione forse del terzino sinistro, ruolo nel quale si sono alternati tutti e tre gli interpreti a disposizione del mister. Lungi dall’essere sintomo di poca chiarezza a livello decisionale dell’allenatore, infine, tale alternanza sottolinea uno dei più grandi passi in avanti della Sampdoria di questo campionato rispetto a quella dello scorso anno: una panchina finalmente “lunga“, piena non di seconde scelte ma – vedasi l’esempio di Schick – di vere e proprie risorse, giocatori allo stesso livello dei titolari. Non è un caso, allora, che i blucerchiati siano la squadra che in questa stagione ha segnato con più giocatori subentrati, sintomo effettivo che le possibilità di scelta di mister Giampaolo si estendono ben oltre i nomi degli 11 che calcano più spesso il manto erboso.

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