Lucchini: «Cigarini leader. Bene i giovani ma non si rinunci a Cassano»

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Tornato a casa, dove tutto ebbe inizio. L’ex Sampdoria Stefano Lucchini, dopo il biennio a Cesena, ha scelto di fare un passo indietro in Lega Pro, riabbracciando quei colori che gli hanno consentito di spiccare il volo nel grande calcio. La Cremonese l’ha riabbracciato e lui ha riabbracciato i grigiorossi, desiderosi di tornare grandi.

Stefano, sei tornato alle origini
«Sono tornato a casa mia. Anche Genova la considero casa mia, ma è da Cremona che è partito tutto e quindi posso dire di essere tornato alle origini. È una bella emozione, tornando qui ho trovato persone che addirittura facevano parte della società quando ero nel settore giovanile. È stata una grande emozione, mi sembra di essere ringiovanito di 15 anni».

In effetti hai lasciato Cremona 16 anni fa!
«Eh sì ne è passato di tempo! Fino a oggi è stata una gran carriera, ho giocato 12 anni in Serie A. Sono tornato qui con grande esperienza e con tanta voglia di raggiungere un traguardo importante, perché questa è una piazza ambiziosa, con una società ambiziosa, quindi c’è tutto per fare bene».

Insomma si chiude un cerchio…
«Sarebbe bellissimo chiudere il cerchio, però vincendo! Giocare qui tanto per fare sarebbe un peccato».

A Bergamo hai giocato insieme a Luca Cigarini. Puoi farci un ritratto?
«Tecnicamente sa stare bene in campo, trova sempre la posizione giusta e fa girare bene la squadra. Detta i tempi, è forte fisicamente. Per quanto riguarda il ragazzo fuori dal campo è tanta roba. Vive lo spogliatoio al 100%, ha sempre la battuta pronta, ride e scherza quindi anche per l’ambiente è un valore aggiunto. E poi adesso ha acquisito esperienza, ha appena compiuto 30 anni quindi ha raggiunto una maturità importante. Può essere un punto di riferimento anche per i compagni, per i giovani, per il mister. Per il modo di giocare di Giampaolo c’è bisogno di un giocatore con le sue qualità».

Quindi Cigarini l’uomo giusto per Giampaolo e possibile leader?
«A Bergamo lo è sempre stato. Anche se nel 2011 quando sono arrivato io era più giovane ha sempre dimostrato di essere un giocatore importante, leader dello spogliatoio. Ci ha sempre messo la faccia e i leader si vedono in quei momenti, che porti la fascia o meno è indifferente, puoi essere leader dando una mano ai giovani, essendo punto di riferimento dello spogliatoio e anche in campo. Quando sei un punto di riferimento in campo diventi leader assoluto in campo».

Forse ha raccolto meno di quello che avrebbe meritato in carriera?
«Sicuramente a Napoli e Siviglia ha avuto delle grandi possibilità, forse non è andata come avrebbe dovuto. Poi bisogna anche valutare gli allenatori e il loro modo di giocare, perché se le tue caratteristiche non si sposano con l’allenatore difficilmente riesci ad avere spazio e continuità. A Bergamo dal 2011 sicuramente ha trovato grande spazio e ha dato continuità alla squadra. Adesso dopo tanti anni cambia e secondo me in una società ambiziosa come la Sampdoria può dimostrare di avere qualità importanti. Nel 2011 era stato anche convocato in Nazionale, è uno dei centrocampisti italiani più forti».


In chiusura, come ti sembra la Sampdoria che sta nascendo?

«Seguo sempre la Samp con un occhio particolare. Ho visto che ha preso qualche giovane, ho sentito Ferrero dire di voler far giocare tutti i giovani. Ferrero però deve capire che con i soli giovani non si vince, i giocatori di esperienza soprattutto nei momenti di difficoltà sono fondamentali. Sono andato alcune settimane fa a trovare la squadra, ho visto Cassano in forma strepitosa, mi dispiacerebbe che la Sampdoria facesse a meno di un giocatore tirato a lucido come questo Antonio, fondamentale per le sue qualità tecniche in una squadra che vuole raggiungere obiettivi diversi di una semplice salvezza. E poi hanno un grande allenatore che può fare la differenza. Quando andò via Delneri da Genova io mi sarei aspettato la società prendesse Giampaolo, perché seguiva le caratteristiche di Delneri nel suo modo di giocare. Avrebbe favorito la squadra visto che gran parte della rosa di Delneri venne confermata l’anno successivo e quindi avremo potuto avere le caratteristiche adatte al suo gioco. È stato un peccato, avrei voluto vederlo alla Sampdoria quando ci giocavo io, sicuramente ci saremmo tolti altre soddisfazioni. Poi si è aggregato Francesco Conti, secondo di Delneri, che ho già detto a più riprese che è una garanzia per i giocatori e per l’allenatore. C’è un giusto mix, spero non si facciano prendere troppo dal voler puntare tutto sui giovani perché anche i vecchietti possono essere fondamentali».

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