Petagna e la sua esperienza alla Samp: «Dovevo essere il salvatore della patria, ma avevo solo 18 anni»

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Un’avventura piuttosto infelice, quella di Andrea Petagna con la maglia blucerchiata. Arrivato nel settembre del 2013 in prestito dal Milan, il centravanti classe ’95 collezionò solamente cinque presenze e viene ancora ricordato dai tifosi come “pacco”, date le aspettative con le quali era arrivato a Genova.

A quasi tre anni di distanza, l’attuale attaccante dell’Ascoli riscopre il suo passato alla Sampdoria, spiegando le difficoltà incontrate: «Su di me c’erano troppe pressioni. Galliani mi aveva battezzato come il vice-Balotelli e tutti si aspettavano cose incredibili. Sono andato alla Samp e dovevo essere il salvatore della patria – spiega a La Gazzetta dello Sport – ma avevo appena 18 anni. Sono timido e l’attesa mi ha divorato. Appena sbagliavo una partita finivo in panchina. E’ successo pure a Latina: quante delusioni. A Vicenza, anche se ho giocato poco, ho imparato tanto. Merito di Marino e dei consigli di Cocco e Di Gennaro. Mangia è stato il primo a darmi continuità».

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