Torino-Sampdoria, Giampaolo: «Andersen sarà il nuovo Skriniar»

Giampaolo Sampdoria
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Torino-Sampdoria è alle porte: in conferenza stampa Marco Giampaolo presenta il match in programma domenica alle ore 15

Dopo ventuno giorni di assenza dal campo, la Sampdoria torna a calcare il manto erboso in occasione del trasferta contro il Torino. La squadra granata, per stessa affermazione del tecnico Sinisa Mihajlovic, vuole fare punti tra le mura di casa e iniziare il mini-ciclo di partite ravvicinate con una vittoria. Obiettivo comune è quello dei blucerchiati, forti degli innesti di fine mercato che finalmente potranno esordire con la maglia doriana.

Giunto in sala stampa, Marco Giampaolo inizia a trattare i temi legati all’impegno contro i granata: «Avremmo preferito giocare contro la Roma. La sosta lunga non compromette nulla. Quando ti prepari una settimana per affrontare un determinato appuntamento hai scandito anche i secondi in quell’ottica: arrivati alla vigilia non la giochi per causa di forza maggiore e pazienza lo accetti. Forse ci ha tolto un po’ di continuità perché giochiamo dopo 20 giorni: questo è un dato di fatto, non sono giustificazioni o alibi. Abbiamo potuto lavorare una settimana in più con Strinic, Andersen e Zapata preparandoci per una partita delicata».

Gli avversari non sono da sottovalutare: «Il Torino è una squadra che ha fatto le cose con cognizione di causa, ha mantenuto il suo attaccante principe. Si è rafforzata con N’Koulou e Rincon. È una squadra solida che penso voglia dare continuità a quello fatto la scorsa stagione. Grande rispetto per il Torino ma noi dobbiamo essere competitivi, vogliamo giocare la partita senza avere il pronostico scontato a favore degli altri. La Sampdoria dovrà sempre essere competitiva. Esame di maturità dopo Firenze? Il Torino ci misurerà, è una compagine che ambisce a rientrare in obiettivi come l’Europa League. Ci darà la misura di quello che siamo noi, so che il livello della competizione interna è aumentato e migliorato, la squadra è migliorata in fiducia cosa che respiro quotidianamente nelle sessioni di allenamento. Quale sarà la nostra parte in campionato non lo so ancora, vedremo cosa saremo capaci di fare».

Il disagio di Djuricic dispiace, ma è fisiologico in una squadra fatta di tanti elementi: «Djuricic? Mi dispiace per questa situazione. Si è sempre allenato con professionalità, ma quando devo fare una scelta è mio compito operarla: nelle partite 10 contro 10, qualcuno deve restare fuori. Stessa cosa vale per Ivan. La scelta non è comportamentale, è soltanto tecnica. Fa parte dei miei compiti: tenere fuori un giocatore non è mai bello da nessun punto di vista, ma me ne assumo la responsabilità. Conosco la situazione essendo stato giocatore, ma devo fare il tecnico come è normale che lui voglia giocare. Ivan? È un ragazzo che si allena con noi a meno che non facciamo certi tipi di sessioni, è reduce da infortuni e quindi fa un lavoro diverso. A centrocampo noi siamo completi, se tolgo un centrocampista è per mettere uno migliore in questo momento i migliori sono in campo».

Invasione di tifosi a Torino: «La trasferta libera è una bellissima conquista: il fatto di poter raggiungere lo stadio e avere più di mille persone lì è bellissimo. Per me è determinante l’apporto della nostra tifoseria, sempre e comunque è un valore aggiunto per noi».

La formazione è ancora in costruzione, le scelte saranno fatte ma quanto visto in settimana rende felice il tecnico: «È stata una settimana di lavoro di altissimo livello qualitativo, sono contento di quello che mi hanno fatto vedere. Mi hanno messo un sacco di dubbi, alle scelte penserò stasera. Il fatto che la prossima settimana ci saranno tre partite non mi scompone, li ho visti bene i ragazzi. Io sono certo di poter presentare una formazione competitiva sia domani che mercoledì per il turno infrasettimanale. Non ho ancora deciso la formazione titolare, sarà però funzionale al gioco degli avversari. Utilizzerò accorgimenti che siano utili ad affrontare le caratteristiche del Torino, senza snaturarci. Strinic e Zapata sono pronti a poter giocare dal primo minuto: davanti ho quattro attaccanti, tutti pronti. Più competitivi? Rispetto all’anno scorso la squadra è diversa, non possiamo dire se migliore o peggiore, ma il livello è sicuramente aumentato e questo mi porta ad avere più scelte, di questo sono contento. Andersen? Devo dire che il ragazzo per spirito di attenzione è della scuola dell’Europa del Nord, scuola polacca. Mi piace tanto, è un ragazzo che nel medio periodo si potrà utilizzare: sul piano temperamentale è una scelta in più. Gli mancano delle conoscenze collettive, ma ci arriva. È tipo Skriniar, ha la stessa pasta: mi piace l’atteggiamento, non è superficiale, è assetato, chiede, è un diamante grezzo su cui si può lavorare. Sono certo che ci tireremo fuori qualcosa».

Viviano non sarà a Torino: «Viviano deve lavorare: è lontano. Quando mi appagherà l’occhio tornerà a giocare. Ha recuperato sul piano fisico, ogni tanto ha qualche fastidio normale, ma deve recuperare la porta, il lavoro continuo sul campo. Vivano non sarà convocato, nemmeno Djuricic e Ivan. Skriniar per me non è una sorpresa che sia diventato uno da applausi».

 

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