Tre anni di sogni e progetti: l’opera riuscita di Ferrero

Ferrero Sampdoria
© foto Mattia Bronchelli

12 giugno 2014,Massimo Ferrero diventa il presidente della Sampdoria. Sono passati tre anni tra sogni e progetti in parte realizzati

Sono passati già tre anni da quando, inaspettatamente, Edoardo Garrone si presentò in sala stampa per annunciare la cessione della Sampdoria a Massimo Ferrero. Tre anni: non facili, sicuramente interessanti, molto discussi da quella parte dei tifosi blucerchiati che ancora Ferrero non è riuscito a convincere. Era partito subito forte dichiarando uno scudetto in tre anni, difficile pensarlo nel calcio moderno in cui Ferrero era appena arrivato da neofita assoluto. Lo scudetto non è arrivato ma sono successe tante altre cose: sono passati quattro allenatori diversi tra loro. Mihajlovic, grande amore di Ferrero, Zenga una scelta osteggiata da parte della tifoseria per la catastrofe contro il Vojvodina, Montella che ha tradito le aspettative conducendo la Sampdoria per un cammino difficile e impervio verso la salvezza e infine Giampaolo, un maestro di calcio che con il Presidente ha stretto un accordo per cinque anni. I risultati sportivi sono stati altalenanti, un mezzo trionfo con Sinisa seguito da un anno di sofferenza successivo con il duo Zenga-Montella, un terzo non perfetto ma sicuramente migliore delle aspettative con il pacato Giampaolo a insegnare calcio a tanti giovani.

INVESTIMENTI, MERCATO, GIOCATORI IMPORTANTI – Tre anni di investimenti, di giocatori acquistati e venduti, cosa non sempre apprezzata dai tifosi ma quasi necessaria per mantenere una società sana. Ha portato in blucerchiato Muriel, Eto’o, Praet, Linetty, Bereszynski, Schick e molti altri giocatori, alcuni buoni, altri meno buoni. Alcune scommesse azzeccate, altre molto meno. Tre anni di investimenti sulle strutture e su Bogliasco con il campo della Primavera intitolato a Riccardo Garrone, con la residenza “Casa Samp” gioiello unico quando si parla di settore giovanile in cui si vuole crescere i talenti del domani. Ha fatto parlare molto di se, per i suoi modi, quasi mai in linea con lo stile Sampdoria di stampo Mantovani, ma per sua stessa ammissione diverso, un presidente eccentrico, istrionico, mai banale. Ha saputo modificare in parte questo modo di essere, di rapportarsi con la stampa seppur non rinunci mai alla battuta nelle occasioni in cui può servire qualche dichiarazione “pepata”. Tre anni di Massimo Ferrero, affiancato da Romei, da Pecini, da Osti e di recente da Pradè, un gruppo che ha saputo far sentire la sua voce in Lega Calcio e stringere rapporti importanti con la politica, come affermato dallo stesso ministro Lotti, per costruire un calcio migliore.

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