Viviano: «Io in Nazionale? Decida Conte. Muriel? Impari da Quagliarella»

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Alcune spettacolari, altre ordinarie, ma molte decisive: sono le parate di Emiliano Viviano, che sta facendo il massimo per tenere abbassata la saracinesca davanti alla porta della Sampdoria: «Sto facendo benino ma pure prima, da Bologna a Firenze, non avevo fatto proprio malaccio (sorride)», ha dichiarato a Il Secolo XIX il portiere blucerchiato, che poi ha svelato le sue tre parate più belle: «Quella due turni fa col Chievo, su Birsa, è stata la più bella a livello estetico: in contro tempo e c’è voluta forza per tirare fuori la palla. Anche nella mia Firenze non me la sono cavata male su quel tiro da fuori teso di Ilicic, ci sono volato perfetto. La terza sempre col Chievo all’andata, allo scadere, su Paloschi. Lì poteva essere il 2-1 e ho murato bene».

Viviano, però, ha commesso anche degli errori. E indica i peggiori: «Beh, a livello di errori evidenti quello su Niang a San Siro contro il Milan anche se ormai la partita era compromessa. Quello più doloroso per le conseguenze è stato il pari all’ultimo secondo di Belotti contro il Torino al Ferraris. Invece proprio come errore che sento mio, personale, dico il gol di Pogba sempre al Ferraris: lui ha ciccato il tiro ma io l’ho valutato male, pensavo uscisse e sono partito tardi. Su una palla così dovevo andare anche se pensavo fosse fuori, era un gol evitabile». Con le sue parate spera non solo di contribuire alla salvezza della Sampdoria, ma anche di conquistare la convocazione di Antonio Conte per l’Europeo: «Io sulla Nazionale dico quello che penso: ogni giocatore italiano di un certo livello deve sempre aspirare ad andarci. Detto questo ci sono tre portieri che vanno e anche altri che se lo meriterebbero ma il ct Conte giustamente deve fare delle scelte. Sono convinto che Viviano se lo meriterebbe come Sirigu o che so, come Sportiello o Consigli. Però c’è un ct che deve scegliere ed è giusto che scelga. Voglio dire che non è sempre un’equazione matematica che tu fai bene e allora vai in Nazionale».

La convocazione, però, sarebbe sicuramente un premio per le due stagioni disputate nella Sampdoria: «Ho fatto benino ma non mi piace parlare di me. Quando in Nazionale c’ero io, perché ci sono già stato (sorride), se avessi letto di un altro che diceva “merito la Nazionale” non mi sarebbe piaciuto». E allora si parla di allenatori, da Walter Zenga a Vincenzo Montella: «Con Zenga ho avuto per la prima volta un portiere che mi allenava ed è stato bello perché il nostro ruolo è un mondo a parte. Ci capivamo al volo, è stata un’esperienza bella e mi è piaciuta molto la persona, non solo l’allenatore. Oltretutto ha un carattere che somiglia al mio. Montella? Beh, carattere diverso ma stesso feeling. A Firenze mi aveva tolto dopo una brutta partita ma sento la sua stima, è uno che dice “fuori da Firenze, Viviano lo vorrei sempre”. Secondo lui a Firenze pativo la pressione di giocare a casa mia… Ritrovarsi è stato simpatico, lui ha una maniera di fare calcio diversa, usa tanto il portiere anche con i piedi, conoscerlo mi ha favorito. È vero che iniziamo l’azione da dietro, ma il mister mi dà libertà, è il primo che dice che se c’è l’opportunità di lanciare, si può fare. Certo la sua mentalità è farci capire che la prima opzione è far partire l’azione da dietro». Con Cosmi, invece, batteva le punizioni: «Sì, e pure oggi sono il migliore. Scherzo ovviamente».

Viviano volge poi lo sguardo al prossimo turno di campionato e, quindi, alla sfida contro l’Udinese: «Chi temo? Il solito, se ci sarà: Di Natale, che incarna l’attaccante che patisco di più, brevilineo, svelto, non sai mai cosa farà. Vittoria per la salvezza? Sarebbe un grande passo». Infine, considerazioni su compagni di squadra ed ex blucerchiati: «Muriel? È fortissimo ma deve imparare a essere più malizioso. Se guardate fa azioni fantastiche ma di talento puro. Impari da Quagliarella, che a mio parere merita pure l’Europeo. Eder? Povero “Eddi”, lo sento spesso ma non si è perso d’animo. Certo, gli manca il gol ma se guardate le sue partite non ha fatto male, tutt’altro. Io un’idea ce l’ho ma non posso dirla… Giocare con Icardi è difficilissimo per chiunque, si prende tutto lui l’attacco e ha solo bisogno di esterni che crossino. Ma Eddi è troppo forte, appena si sblocca tornerà quello che era qui. Ne sono sicurissimo».

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