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2013

Andreazzoli: «Siamo fiduciosi. Dobbiamo soffrire insieme»

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Domani sarà la prima partita da allenatore della Roma per Aurelio Andreazzoli, che inizierà la sua avventura a Genova, contro la Sampdoria.
Ecco le parole della conferenza stampa del neo tecnico giallorosso alla quale presenzia anche Franco Baldini che in apertura ringrazia Zdenek Zeman per il lavoro svolto:

«Ringrazio Zeman per il lavoro svolto, dispiace quando le cose non vanno come sperato, le responsabilità sono da dividere, non sono mai di una sola persona».

Su Andreazzoli: «È stata una scelta logica, gode di stima da parte di tutto l’ambiente e ciò una garanzia. Siamo fiduciosi che non rappresenti solo una soluzione temporanea, ne siamo convinti».

Ecco infine il neo tecnico giallorosso:

Nell’ambiente da 8 anni, molto vicino ai giocatori, che tipo di lavoro ha svolto in questi pochi giorni? Emozione?
«Emozione senz’altro, perché stiamo facendo una cosa grande, ma per quanto grande non ho avuto molto tempo da dedicare all’emozione, la scelta decisiva è stata scegliere il gruppo di lavoro che è con me. Abbiamo scelto delle linee guida e siamo partiti ritrovandoci a fare un cumulo di lavoro enorme che ancora non si vede ma è lì. Abbiamo idee chiare, sappiamo cosa fare e come farlo. Tutto ha funzionato in questi giorni, dalla scorsa domenica abbiamo posto le basi per fruire di questo lavoro nel tempo, a breve termine. Domani si va a giocare e tutto quello che abbiamo fatto è volto alla gara di domani, siamo fiduciosi».

Un aspetto nella quale migliorare? si può puntare al terzo posto?
«Preferirei non parlare della classifica, di obiettivi primari ne abbiamo molti, abbiamo cercato di stringerli dando la priorità a quelli che ci daranno il maggior risultato. Innanzitutto la squadra ha bisogno di rigenerarsi, cercando di svegliare sentimenti sopiti nel tempo. In questi anni li ho visti decollare e li ho visti precipitare, ma sapendo i motivi che ci hanno fatto cadere vogliamo lavorare su questi. Il discorso dell’ambizione e della voglia di vincere deve nascere da tanti componenti. Devo ricreare un ambiente generale che riporti a quell’ambizione grazie anche ai ragazzi che lavorano con me, che hanno qualità che ritengo siano opportune per fare quello che vogliamo. Se uno non soffre come soffrono tutti gli amanti della Roma non possiamo arrivare a “dama”. Se svegliamo questi sentimenti otteniamo il risultato di convincere tutti voi e chi ci segue allo stadio che stiamo facendo un buon lavoro. Ho una fortuna, quella di lavorare alla Roma innanzitutto, ma anche quella di lavorare con un gruppo dove posso trasmettere energia a tutti, perché è necessario che tutti capiscono che in questo gioco sono fondamentali i calciatori. Siamo tutti innamorati di questa squadra, la società ci ha dato 2 squadre forti. Se ognuno di voi vuole dare un piccolo contributo a spingere questo carro che abbiamo riempito a fatica, alla fine sarà un carro che andrà da solo».

Come giocherà contro la Samp?
«Qualsiasi sia il sistema, io sceglierò 11 calciatori cercando di sfruttare le loro caratteristiche migliori, cercando di farli rendere al meglio, ho bisogno di forza, resistenza, qualità tecnico-tattiche e cuore, ma sono le caratteristiche dei giocatori che determinano i moduli».

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