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2013

Bazzani e la Livorno sfiorata: «C’era l’accordo con Spinelli, ma…»

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Fabio Bazzani ha conosciuto Livorno in due modi: da sampdoriano e da quasi giocatore del club granata. Nel primo caso, l’attaccante segnò all'”Ardenza” nell’anno della promozione della Serie B, il 25 gennaio 2003; nel secondo caso, il romagnolo era vicino all’accordo con i labronici, se non fosse che tutto fu fermato dai tifosi. Bazzani racconta come è andata: «Nella primavera del 2007 compresi che alla Sampdoria non sarei stato confermato: tornavano Bellucci, Montella e si parlava perfino di Cassano – esordisce Bazzani ai microfoni de “Il Corriere Mercantile” – Mi cercò Spinelli per il Livorno ed accettai con entusiasmo: si trattava di una piazza importante e di un pubblico caldo». Ma qualcuno non era d’accordo sull’ingaggio dell’attaccante allora blucerchiato: «Mi giunse all’orecchio che una parte della tifoseria si sarebbe messa di traverso. Non so come, si erano messi in testa che io fossi non di destra, ma di estrema destra – confessa Bazzani – Che avessi un tatuaggio con l’aquila, che fossi l’amicone di Di Canio. Cose così».

La realtà era molto più semplice: «Mai pensato alla politica, non me ne sono mai interessato. E’ vero che ho un tatuaggio con l’aquila, ma chi mi conosce sa della mia passione per il basket – ammette candidamente l’ex Samp – e quindi non può pensare che mi sia tatuato un simbolo diverso da quello della Fortitudo. Però la cosa mi diede ugualmente fastidio». La reazione fu immediata e chiara: «Chiesi al procuratore e alla società come stessero le cose. Minimizzarono: solo qualche coro, una piccola parte di tifosi, dissero. Ma per me bastò anche questo per farmi prendere la decisione di lasciar perdere – racconta l’ex Perugia e Venezia – Venivo da una doppia rottura dei crociati e quindi avevo bisogno di ripartire con calma e tranquillità, senza altri tipi di pressione diversi da quelli legati all’attività agonistica». Tuttavia, Spinelli non si arrese con Bazzani: «Lui credeva nelle mie possibilità e cercò di dissadermi. Ma alla fine si arrese, stracciai l’accordo (un biennale da 600mila euro netti annui) e firmai per il Brescia, che allora era in B – racconta l’attaccante – Accettai di scendere di categoria, pur di non fare un’esperienza che nasceva male e temevo sarebbe proseguita peggio».

Se si pensa all’oggi, la Samp deve rimttersi in piedi da una situazione complicata: «Sta attraversando un momento difficile, c’è tutto il tempo per risollevarsi, ma bisogna cominciare in fretta a far punti – ammette Bazzani – per non trovarsi in affanno e complicarsi la vita». A Livorno, Bazzani segnò il gol che fece sfiorare il ritorno alla vittoria blucerchiata a Livorno dopo 36 anni: «I tre punti sfumarono nel finale per un gol di Protti – ricorda l’ex Samp – Giocammo in un ambiente infuocato, ma la nostra era una squadra che andava a dettar legge anche in trasferta». Il Doria non vince fuori casa dal 6 gennaio, quando violò lo “Juventus Stadium”: «Sarebbe bello ricominciasse a Livorno – chiude Bazzani – Senza fermarsi lì».