Comunicato ufficiale dei Fieri Fossato: “I problemi del calcio moderno”

Ha fatto il giro di tutta Italia la storia dell’unico tifoso dell’Udinese presente nel settore ospiti in occasione di Samp-Udinese, giocata lunedì sera.
Se n’è parlato in televisione e sui quotidiani (sia stampati che online), raccontando la particolare serata di questo ragazzo ed elogiandone l’attaccamento alla propria squadra.
Normale che una situazione del genere faccia notizia, perché sicuramente vedere una sola persona in un settore ospiti suscita non poca curiosità. Ciò che troviamo inconcepibile è il fatto che i media si siano preoccupati esclusivamente di rendere questa persona agli occhi dell’opinione pubblica quasi un eroe, capace di un gesto così “eclatante” in un contesto diventato routine. La normalità è ormai rappresentata da settori ospiti vuoti e purtroppo constatiamo ancora una volta che nessuno dei media si è preso la responsabilità di denunciarne le cause: la tessera del tifoso e gli orari vergognosi delle partite voluti dalle pay tv.
A proposito di tessera del tifoso, apprendiamo dal sito dallapartedeltorto.tk che alcuni tifosi friulani non tesserati sono comunque giunti a Genova ma, non essendo riusciti ad acquistare il tagliando, sono stati costretti a rimanere al di fuori dello stadio. Perchè questa notizia non ha avuto così tanto risalto come quella del singolo tifoso presente nel settore ospiti? Perchè nessuno sottolinea che questi ragazzi rimasti fuori avrebbero gli stessi identici diritti di entrare del tifoso solitario, ma sono stati discriminati solo per non aver sottoscritto una tessera?
Non spendiamo ulteriori parole sull’argomento tessera del tifoso in quanto ribadiremmo i concetti che ormai da anni andiamo dicendo.
Vogliamo invece tornare ancora una volta sul discorso legato agli orari vergognosi che le pay tv impongono alla lega calcio: nelle ultime settimane i “monday night” stanno diventando una pericolosa costante del nostro campionato, di conseguenza è purtroppo normale vedere gli stadi vuoti, perché non tutti hanno la possibilità di poter prendere ferie o permessi per recarsi alla partita. Lo scorso anno inoltre, durante l’ondata di gelo che colpì il Paese, scoppiò una stucchevole polemica riguardante le partite in orari serali durante l’inverno in quanto vi furono numerosi rinvii dovuti al ghiaccio: la soluzione migliore, che prospettammo in un articolo sul tema pubblicato su una delle nostre fanzine, sarebbe stata quella di limitare il più possibile, per lo meno durante l’inverno, le partite in orari serali per evitare problemi di quel tipo. Utopia, pensammo, in quanto le pay tv non avrebbero mai preso in considerazione un’ipotesi del genere. Ed infatti ad oggi non è cambiato nulla, anzi: siamo a dicembre, l’Italia è nella morsa del gelo e nonostante tutto fioccano le partite serali come se le lezioni del passato fossero state già dimenticate.
Gli unici a denunciare queste vergogne siamo noi tifosi che siamo colpiti direttamente da queste assurde decisioni, mentre le società assistono quasi disinteressatamente a quanto accade perché tenute sotto scacco dai milioni che le televisioni garantiscono loro. Vorremmo invece che i Presidenti si imponessero e si rendessero conto che così non si può andare avanti e che il rispetto verso i propri tifosi che vogliono ancora vivere il calcio nella sua essenza (cioè allo stadio e non in poltrona) torni ad essere il primo dei loro pensieri. E che i tifosi non vengano più trattati come l’ultima ruota del carro.

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