Lodi vs Maresca: attenti a quei due

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Domani a Catania per il Doria l’impegno sarà ostico e potrebbe anche essere risolto da situazioni di palle inattive.
Proprio due dei massimi specialisti del campionato si affrontano infatti in terra siciliana. Parliamo di Francesco Lodi ed Enzo Maresca.
Ma partiamo da lontano. Il numero 10 catanese nasce a Napoli il 23 marzo 1984 e come tanti suoi colleghi e corregionali emigra a Empoli. Da qui inzia un girovagare che lo porta a Vicenza, Frosinone ed Udine, ma sempre con un marchio di fabbrica: la punizione all’incrocio con il suo fatato sinistro. Piano piano esplode e dopo aver arretrato il raggio d’azione trova la sua dimensione a Catania, dove nelle ultime tre stagioni realizza 16 reti divenendo un incubo per i portieri avversari. La storia di Maresca ai tifosi della Samp sarà di certo più nota. Anche lui nasce in Campania e precisamente in provincia di Salerno, a Pontecagnano, il 10 febbraio 1980.
Subito si capisce che in lui oltre al talento c’è quella voglia di avventura che lo porta, giovanissimo, in Inghilterra al WBA, dove in due stagioni colleziona 47 presenze e 5 reti. La chiamata della Juventus non tarda ad arrivare e a parte un intermezzo in Emilia tra Bologna e Piacenza (con ben 9 pregevoli reti), cerca di ritagliarsi i suoi spazi. Enzo capisce però che la sua dimensione è un’altra, così termina l’esperienza italiana con la Fiorentina, altre 5 reti e la salvezza, ed emigra di nuovo all’estero. Il “Capo” va prima a Siviglia, poi in Grecia all’ Olympiakos ed infine a Malaga. Disputa 7 stagioni condite da più di 150 presenze, trofei in Spagna e Grecia e 22 reti con alcune perle tipiche della sua specialità: il calcio piazzato di destro a giro. Il resto è storia a noi nota. La Samp lo strappa agli spagnoli e il numero 6, domani capitano, ci delizia con una rovesciata e una punizione delle sue. Purtroppo prodezze inutili ai fini della classifica. Chissà che domani Maresca, al cospetto di un altro specialista, Lodi, campano come lui, girovago e che come Enzo, ha trovato fortuna arretrando il raggio d’azione, non ci regali un’altra perla, stavolta decisiva. Dai capo!

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