Mantovani euforico: «Europa e Coppa Italia? Si può»

enrico mantovani
© foto Db Genova 25/08/2011 - campionato di calcio serie B / Sampdoria-Padova / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Paolo Mantovani

L’ex presidente blucerchiato Enrico Mantovani stravede per Giampaolo: «Dire che è un valore aggiunto non basta». Ottimismo sugli obiettivi: «Europa e Coppa Italia, si può»

La Sampdoria ha chiuso il girone d’andata al settimo posto con 29 punti, a sole tre lunghezze dalla zona Champions League. Solo due punti in meno rispetto alla scorsa stagione, un dato che fa ben sperare l’ex presidente blucerchiato Enrico Mantovani: «Di fatto abbiamo ripetuto il cammino, ora bisogna evitare di rifare il girone di ritorno della passata stagione. Continuerò a parlare di miracolo, a definire l’Europa un’impresa, ma mai come stavolta bisogna crederci». Al giro di boa, la Samp ha rischiato di arrivarci con un clamoroso pareggio contro la Juventus, negato solo per via delle decisioni arbitrali: «Da tifoso mi sento libero di parlare e di sognare, e nel caso specifico penso che meglio di così non si possa fare, anzi, che è impossibile anche solo ipotizzarlo. A Torino abbiamo fatto un figurone. In più ora ci siamo messi a sfornare difensori centrali a più non posso, Colley e Ferrari mi hanno impressionato».

Per Mantovani, il merito è in gran parte di Marco Giampaolo. La stima per il tecnico è palese: «Ma ditemi voi come si può non elogiare Giampaolo? La squadra denota continui miglioramenti, se Sala e Murru sono diventati certezze, dietro ci dev’essere il lavoro di qualcuno, perché non possono esplodere per caso e le coincidenze di solito non appartengono al calcio. Quando dico “Giampaolo tutta la vita” – spiega ai taccuini de La Repubblica – è perché penso agli esterni, ai centrali, alla rinascita di Ramirez, ad Ekdal che contro la Juve ha disputato un partitone e non ha fatto rimpiangere un fenomeno come Torreira. È uno che insegna, c’è poco da dire. Continuo a definirlo valore aggiunto, non so sia giusto fermarsi qui o andare oltre».

L’ex numero uno doriano sogna in grande anche quando si parla di Coppa Italia, che tornerà a Genova il 12 gennaio, in occasione della sfida contro il Milan: «Come noto, io sono stracoppetero, più di Boskov. Però stavolta devo fare un distinguo: nella passata stagione un po’ mi arrabbiai per come avevamo giocato a Roma, perché in campionato non avevamo molto da dire, si poteva puntare di più sulla Coppa. Ora è diverso, perché le altre, a parte tre, non corrono, e noi abbiamo una squadra forte, il pareggio mancato con la Juve, la più forte al mondo, lo ha dimostrato».

L’impiego delle seconde linee, però, non è per Mantovani la soluzione giusta: «La formula è cambiata, si può giocare la gara secca in casa, vale per il Milan e magari anche per i quarti di finale, e in più l’ottavo è a otto giorni dal campionato, non c’è l’esigenza di risparmiare energie. Ma c’è un secondo aspetto ancora più gratificante: Giampaolo dispone di 20 giocatori all’altezza, li fa ruotare e nessuno se ne accorge, Ferrari è l’ultimo esempio. Io non ho paura ad espormi: io sogno…».

Insomma, la prossima settimana sarà quasi doveroso battere il Milan per proseguire il cammino in Coppa Italia: «È un traguardo intermedio, ma di prestigio. E il modo migliore per riscattarsi della beffa di Torino, dove avremmo strameritato un fantastico pareggio. La partita contro la Juve ci ha regalato la sensazione di una squadra forte, quadrata, organizzata, in grado davvero di giocarsela con tutti. Ha dimostrato convinzione, ed è da quella qualità che nel nuovo anno si deve ripartire. Seguendo alla lettera le istruzioni di maestro Giampaolo», ha concluso Mantovani.

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