Memories, David Platt: “Alla Samp gli anni piu belli”

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C’era un tempo in cui il calcio in Inghilterra non era un recipiente pieno di addobbi e stadi moderni che apprezziamo adesso: era il tempo degli hooligans, i tifosi piu turbolenti e violenti delle squadre del Regno Unito, delle cariche della polizia a cavallo e degli scarsi successi britannici nelle competizioni internazionali. Un calcio palla lunga e pedalare che aveva come suoi principali attori calciatori ritenuti buoni in patria ma cattivi altrove. Una propensione che pochi sono stati in grado di mutare e molti, tra quei pochi, hanno giocato nella città più british d’Italia vestendo i suoi colori più gloriosi: l’inglese Trevor Francis, lo scozzese Graeme Souness, l’irlandese Liam Brady. Sono loro i tre tenori che hanno segnato il cammino che sarà poco battuto in seguito ma che un grandissimo campione degli anni 90 saprà seguire in modo splendido: questo campione è David Platt.

Memories. «La Juve non voleva cedermi alla Samp, voleva spedirmi all’estero, ma io sono stato inflessibile – racconta nel Memories esclusivo il centrocampista di Chadderton -. Sono arrivato in una società illustre, con dei tifosi calorosissimi e giocatori di talento con mentalità vincente. Dopo una settimana di ritiro non mi appariva niente di nuovo, anzi sembrava che ero alla Sampdoria da una vita. Sono stati i due anni più belli della mia carriera».

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