Pagelle Milan-Samp 0-1: ritorno da eroe per Viviano, Djuricic decisivo

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La Sampdoria passa di misura a San Siro e strappa tre punti vitali al Milan dell’ex Montella: le pagelle della sfida

Viviano 7.5 – Torna dopo quasi quattro mesi di stop e l’emozione già basta. Alla prima conclusione degli avversari – un bel mancino di Bertolacci – respinge agevolmente in angolo. Passato il crash test, trova il miracolo dei miracoli al minuto 88, quando Lapadula si presenta solo davanti a lui: la mira dell’attaccante rossonero è pessima, ma lui è già per terra, avendo intuito come andrà l’azione.

Bereszynski 7 – Arrivato alla Samp qualche settimana fa, il polacco sembra ormai in pieno possesso della fascia destra, complice l’infortunio prolungato di Sala e l’addio di Pereira. Contro un avversario apparso ancora fuori condizione come Deulofeu, l’ex Legia tira fuori una gran partita: concede spazio all’ex Everton, ma lasciandolo andare alla conclusione solo una volta in situazione di marcatura fissa. Finché la palla è abbastanza statica, superarlo sembra impossibile: chissà come se la caverebbe in una difesa a tre…

Silvestre 7 – Capisci che è la sua giornata non per i mille intercetti, per l’attenzione in fase difensiva, ma per la sicurezza che ci mette. Manifesto massimo il piccolo battibecco con Bacca, con il colombiano in giornata no e alla caccia di un rigore che non c’è.

Skriniar 6.5 – Nel finale forse gli andrebbe rimproverato il corridoio centrale lasciato a Lapadula sull’assist di Suso, altrimenti sarebbe stato in corsa per la palma di MVP. Lo slovacco, però, sta migliorando a vista d’occhio. Fate il confronto con la stessa gara del girone d’andata, in cui un suo errore costò il punto: un altro giocatore.

Regini 6.5 – Ogni tanto fa fatica, ma è normale che sia così per il capitano della Samp: l’avversario è Suso, lo stesso che si sta consacrando in questo campionato e che ha messo in ginocchio persino la Juve in Supercoppa Italiana. Ma il suo lavoro – unito all’aiuto di Linetty – riduce le occasioni create dallo spagnolo al minimo sindacale. Ed è qui che il Doria vince la partita, perché senza regista e senza Bonaventura il Milan deve appoggiarsi all’ex Liverpool come unica alternativa.

Praet 6.5 – Un lavoro oscuro di cui probabilmente nessuno parlerà. Gioca a destra, ma la svolta di Praet potrebbe esser già arrivata a livello mentale tra Bergamo e la gara contro la Roma.

Torreira 6 – Tra coloro della Samp che restano in campo per 90′, il peggiore. Sembra in fase calante, ma garantisce ancora una buona risalita del pallone (nonostante qualche passaggio orizzontale sbagliato di troppo) e ha una velocità sullo scatto breve che Cigarini non conosce.

Linetty 6.5 – Dicevamo che la Samp ha vinto la partita nel marcare efficacemente Suso: verissimo, il merito va anche al polacco, che si ritrova catapultato in campo al posto dell’assente Barreto. Lui risponde presente, aiuta Regini con costanti e instancabili raddoppi; ha mezzo voto in meno solo perché davanti a Donnarumma non è abbastanza freddo da punirlo.

B. Fernandes 6 – Primo a uscire, non sembra esserne felice. E non ha tutti i torti, perché nel primo tempo non era dispiaciuto: bravo in fase di copertura su Sosa, abile nel trovare le ripartenze (dal 8′ s.t. Djuricic 7.5 – Tra i giocatori di movimento, IL MIGLIORE. Non sappiamo se è stato il contratto nuovo o la stabilità genovese a dargli carica in settimana, ma Giampaolo ha fiducia in lui per più dei consueti 10′ e lui lo ripaga con una grande prestazione. Il serbo mette l’assist per il rigore, sfiora il 2-0, fa espellere Sosa e causa ben tre cartellini gialli tra le fila rossonere. Se il buongiorno si vede dal nuovo mattino…).

Muriel 6.5 – Svaria molto, soprattutto sul lato sinistro della difesa rossonera, dove il duello con Romagnoli è equilibrato ed entusiasmante. Il suo merito più grande è trovare la giusta esecuzione dagli 11 metri, quella che regala la vittoria ai blucerchiati in quel di San Siro a quattro anni e mezzo di distanza dall’ultima (dal 34′ s.t. Álvarez s.v. – L’impatto dell’argentino non c’è: la Samp è sotto pressione e la palla non passa quasi mai dalle sue parti).

Quagliarella 6 – La scorsa settimana abbiamo menzionato la mancanza di onestà intellettuale in casa Roma dopo la gara del “Ferraris”; ci troviamo obbligati a esser diretti proprio questo. Il numero 27 continua ad attraversare un periodo un po’ così e Giampaolo sta per sostituirlo, finché Quaglia non trova il guizzo giusto per guadagnarsi – anche con un filo di malizia e un’accentuazione del contatto – il rigore. Che c’è, perché il contatto con Paletta è ricercato dall’attaccante, che prende in controtempo il difensore rossonero e lo beffa. Muriel lo cerca immediatamente per ringraziarlo per il tiro dal dischetto; lui esce nel silenzio, ma consapevole di aver fatto bene il lavoro al momento giusto (dal 25′ s.t. Schick 6 – Entra con il vantaggio appena incamerato e riesce a guadagnarsi un paio di falli utili).

Milan (4-3-3):
Donnarumma 6; Kucka 6, Zapata 5.5, Paletta 5.5, Romagnoli 6; Bertolacci 6 (dal 33′ s.t. Ocampos s.v.), Sosa 4.5, Pasalic 6 (dal 26′ s.t. Abate 5); Suso 5.5, Bacca 5 (dal 26′ s.t. Lapadula 5), Deulofeu 5.5.

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