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2013

Nel 2013 non vogliamo solo cantare

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Il segreto del canto risiede tra la vibrazione della voce di chi canta ed il battito del cuore di chi ascolta (Khalil GibranIl Profeta).

Ne abbiamo dette tante su questo 2012. Abbiamo visto la Sampdoria in Serie B, andare a Gubbio e ospitare la Nocerina al Luigi Ferraris. Ma l’abbiamo vista anche tornare in Serie A, schierare in campo un tridente formato da Eder – Maxi Lopez – Estigarribia, con gli ultimi due in arrivo da Milan e Juventus, anche se indirettamente, e non da periferie ignote del calcio straniero. L’abbiamo vista anche vincere le prime tre partite con Ciro Ferrara e Angelo Peruzzi in panchina: l’abbiamo vista illuderci. Poi qualcosa è andato storto. L’abbiamo vista consegnata a Delio Rossi e Carlo Osti, abbiamo salutato Pasquale Sensibile dopo due anni, dopo un arrivo in pompa magna, dopo aver bocciato per due volte le sue scelte: Gianluca Atzori e, appunto, Ciro Ferrara. Ora vogliamo vedere dell’altro.

Dal 2013 ci aspettiamo un mercato di riparazione degno della Sampdoria. Osti non agirà fuori dall’Italia: non c’è tempo per far adattare giocatori esteri al nostro campionato né c’è la forza economica per volerlo fare. Ci vogliono giocatori che sappiano lottare, che vogliano conquistare questa promozione anzitempo e con la nostra maglia. Grintosi e ringhiosi. Scelta ponderata, giusta, da promuovere e da condividere. 

Dal 2013 ci aspettiamo una squadra con un gioco in campo. Giuste e benvenute le prodezze di Enzo Maresca a Verona e a Genova con Chievo e Atalanta, ma vogliamo azioni costruite, bel gioco, manovre accompagnate in armonia: rivorremmo la Sampdoria di Delneri, per citare l’ultima che ci ha donato soddisfazioni, quella che dava palla ad Antonio Cassano e andava in rete, o che si appoggiava a Daniele Mannini e Stefano Guberti, o Franco Semioli, a seconda del momento. Ci accontentiamo di quanto visto nel derby con il Genoa: una vittoria arrivata con tre reti, con grinta e manovre che ci hanno permesso di buttarla dentro di giustezza. Delio Rossi può darci quello che ci manca perché la sua carriera lo conferma, il suo passato lo assicura, molte città parlano per lui. Salerno per prima. 

Dal 2013 ci aspettiamo che la rosa non venga depauperata e che non vengano sperperati i nostri gioielli. Pedro Obiang, Nedad Krsticic, Andrea Poli e Mauro Icardi sono il presente sul quale costruire il nostro futuro. Non vogliamo un Cassano bis, un altro Pazzini, la possibilità di perdere un nuovo Poli o di lasciar andare uno Ziegler. Siamo la Sampdoria, la squadra dai colori più belli, la squadra di Vialli e Mancini, quella della finale di Coppa dei Campioni alla prima chiamata, la gloria internazionale di Genova. Se il progetto futuro passa dai giovani e dallo stadio in zona Fiera che passi anche dai nostri attuali campioni: Obiang, Poli, Krsticic e Icardi. 

Dal 2013 ci aspettiamo la salvezza tranquilla, ci aspettiamo un’estate rilassata e una ripartenza forte per obiettivi più degni del nostro nome. L’ultima nostra Serie A ci ha visti in Champions League e in Europa League. Quest’anno non ci vede nemmeno in Coppa Italia. La prossima stagione che sia l’anno uno del nuovo progetto: quello che conferma la rinascita.

Dal 2013 vogliamo tornare a gioire e non solo a cantare. Quello lo facciamo sempre. 

I tifosi della Sampdoria hanno perso a Wembley e hanno cantato, hanno visto andare via Vialli e hanno cantato. Finché i tifosi della Sampdoria canteranno non ci saranno problemi per il futuro. (P. Mantovani)

Buon anno alla Sampdoria e a tutti i suoi tifosi da SampNews24.com

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