Praet, missione mezzala: all-in di Giampaolo

Praet sampdoria
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Per Dennis Praet la prossima stagione è decisiva: il matrimonio con la Sampdoria passa dall’esplosione a centrocampo

Si diceva che fosse un esterno. In Belgio, effettivamente, giocava largo a destra. Poi da “10”. Poi i tentativi estremi da seconda punta – magari pensati in allenamento e non messi in pratica sul terreno di gioco -, infine il ruolo da mezzala, dove si è visto qualcosa. Tuttavia, la prima stagione italiana di Dennis Praet è sembrata simile a quella di un altro talento semi-incompreso alla Sampdoria, Joaquin Correa. Sebbene i due siano giocatori molto diversi, hanno alcuni punti in comune per le loro avventure al Doria: una cifra importante per comprarlo, potenziale manifesto ma non ancora visto a pieno in campo, incomprensioni tattiche. Poi Correa però è andato al Siviglia e ha trovato non solo la consacrazione, ma un palco migliore per esprimersi e la convocazione con la nazionale argentina. La Sampdoria vorrebbe evitare di perdere un altro talento senza vedere il suo vero potenziale.

ORA O MAI PIÙ – Già, perché la seconda stagione di Dennis Praet sarà cruciale per il futuro della sua carriera. La Sampdoria l’ha pagato 10 milioni di euro per averlo dall’Anderlecht l’estate scorsa, ma nonostante i diversi minuti accumulati in campo – ben 1835′, nonostante abbia giocato per intero solo in sette delle 34 presenze stagionali – non hanno ben chiarito di che pasta sia fatto Dennis Praet. Non è un trequartista (nonostante un passato in tale ruolo), visti gli esperimenti andati male in quella posizione. Però ha un buon senso dell’assist, uno strappo d’accelerazione notevole e un’ottima propensione al recupero palla. Se andasse più al tiro, potrebbe anche farci vedere le capacità in questo fondamentale. Dennis Praet può certamente fare di più, ma può farlo da mezzala? Questo è sostanzialmente l’interrogativo da cui passa il suo futuro alla Sampdoria.

I dati del 2016-17 di Praet, proiettati sui 90′ e confrontati con quelli degli altri colleghi nel ruolo di mezzala. Si può fare di più (© Squawka)

TANTI OBIETTIVI – Un interrogativo obbligatorio, perché qualora l’all-in tattico sul belga non funzionasse, a quel punto ricollocare Praet nel 4-3-1-2 di Giampaolo sarebbe virtualmente impossibile. E soprattutto salterebbe il vero piano della Sampdoria, che si sta affidando al player trading e che probabilmente vede in Praet una possibile miniera d’oro: se Skriniar e Schick sono stati pagati insieme circa 5 milioni di euro e sono valsi ben 65 milioni di cessioni, perché non aspettarsi lo stesso da chi – almeno in partenza – partiva con premesse e aspettative ben più alte? In fondo, l’inserimento di una clausola rescissoria da 28 milioni indica questo percorso, anche per tutelarsi da un’eventuale cessione al ribasso. Un discorso che sembra ancor più importante con il Mondiale in vista: il Belgio deve qualificarsi per la Russia, ma la strada sembra in discesa (+4 sulla Grecia a quattro gare dalla fine). Praet non è convocato da tanto tempo, ma è ovvio che punterà a far parte dei 23 che eventualmente si giocheranno la Coppa del Mondo la prossima estate. Una brutta – o anche grigia – stagione di Praet farebbe diminuire la valutazione e forse costringerebbe la Sampdoria a qualche ripensamento, nonché alla permanenza del belga. Tutti vorremmo che i giocatori forti rimanessero, ma una promessa che non mantiene le aspettative non viene vista con lo stesso favore.

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