Presentata la campagna benefica “Per sempre con Moro”

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La sua morte ha lasciato sgomenti gli amanti del calcio e non solo. Pier Mario Morosini, calciatore del Livorno e tifoso della Sampdoria, morì il 14 aprile a Pescara e da quel giorno tante sono state le iniziative in sua memoria. L’ultima, a distanza di otto mesi, è stata promossa dall’Hellas Verona F.C. a favore della Fondazione Stefano Borgonovo: “Per sempre con Moro”. Nel nome di Pier Mario Morosini, la società gialloblù ha deciso di mettere all’asta su ebay (dal 13 al 23 dicembre) le 23 maglie utilizzate dai calciatori dell’Hellas Verona in occasione della partita contro il Lanciano (27 ottobre 2012): maglie speciali, con la scritta ricamata a mano “Moro per sempre con noi”, indossate solo per una partita e ritirate dalla società al fine di renderle uniche e storiche, 23 pezzi esclusivi che non verranno mai più riprodotti. Grande emozione per la presenza e la partecipazione di Alessandra Borgonovo, presidente della Fondazione Stefano Borgonovo, e di Davide Pellegrini, attuale allenatore degli Allievi Nazionali B dell’Hellas Verona ed ex compagno di squadra di Borgonovo alla Fiorentina. E’ intervenuto anche il direttore generale gialloblù, Giovanni Gardini: “E’ l’inizio di un percorso, ogni volta purtroppo ci si stringe il cuore a dover parlare di un ragazzo che ha perso la vita in campo in modo non comprensibile. C’è un altro uomo, un altro grande ex giocatore che non accetta la sfortuna che la vita gli ha riservato e invece vuole cambiarla, con forza e con tutte le sue iniziative. Noi siamo qui grazie ai nostri giocatori e a quest’asta benefica, il cui intero ricavato andrà alla Fondazione Stefano Borgonovo, per dare modo a chiunque di poter contribuire ad aiutare chi lotta per questa malattia. Vogliamo informare e trasmettere messaggi positivi e propositivi, a volte non è facile, ma noi rappresentiamo una città, una società, dei tifosi. Noi vogliamo sensibilizzare, ma per farlo abbiamo bisogno di tutti. Parliamo oggi di due persone, una nella vita e uno nella morte, che ci hanno insegnato molto di più di tanti gol fatti o subiti”.

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