Regali Di Natale

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La fortuna è cieca ma la sfortuna ci vede benissimo. E’ ufficialmente la citazione più utilizzata dalla gente che ama piangersi addosso e lavarsi le mani con discutibile ponziopilatismo dei problemi che si presentano: volendo il concetto si potrebbe traslare alla partita che abbiamo visto ieri sera, ma la questione è ben più articolata. Perché la Sampdoria aveva iniziato con il giusto piglio e la giusta fluidità offensiva una partita resa già abbastanza insidiosa dal freddo e dalla collocazione oraria e giornaliera decisamente poco canonica. Ma poi, l’Udinese ha iniziato a dimostrare quella così spietata disinvoltura che la rende, nelle giornate di grazia (come questa) un avversario ostico per chiunque. I bianconeri attaccano: Di Natale sfiora il goal, ma il protagonista è Romero. Il Chiquito è stato in grado di sintetizzare anni di carriera in pochi secondi con la leggerezza della prima uscita, e il riflesso felino, quasi sovrumano, della parata su Di Natale: interventi da cui scaturiscono parametri troppo dissimili per poter realmente decifrare il giocatore. In realtà la sciagura è solo rimandata perché poco dopo Danilo deposita il pallone in rete di testa, in modo del tutto indisturbato. Che le condizioni della difesa fossero quantomeno poco positive era lapalissiano già da allora, ma il dramma è solo iniziato. La Sampdoria non ci sta, e incitata da un pubblico che cantando per lei prova a procacciarsi un valido antidoto per il freddo, attacca e prova a cucire quelle trame che molto appetibili, anche in chiave mercato, hanno reso gli interpreti del centrocampo (Obiang su tutti). La difesa però gioca un altro sport: Berardi rinvia maldestramente e invita a nozze Di Natale che ringrazia e segna per la nona volta in campionato. Non è stato il primo errore individuale dello svizzero nella sua giovane esperienza blucerchiata: le sue discrete qualità da terzino vengono spesso offuscate da eccessi d’irruenza. Ciò dovrebbe probabilmente far partire, nella mente dell’allenatore, una lucida e definitiva revisione delle gerarchie che, fin ora hanno visto, in maniera inspiegabile, De Silvestri all’ultimo posto.

La Sampdoria ci riprova, i tifosi continuano a cantare: ancora ottimi fraseggi ma Icardi proprio non vuole calciare in porta e serve le sponde anche quando non dovrebbe. La partita ha già preso una direzione abbastanza evidente e gli sforzi doriani non sono nemmeno così straripanti. Non cambia di molto la storia nel secondo tempo, quando il rientro di Pozzi galvanizza pubblico e squadra, ma, paradossalmente riesce a peggiorare le cose, se possibile. L’emiliano, seppur con un buon carattere e una condizione atletica tutto sommato confortante, chiude la partita con un rigore sbagliato (che c’era, detto tra noi) e un’ammonizione. Proprio il suo tiro dagli undici metri, un suo sinistro potente ma centrale e una buonissima girata di Icardi su straordinaria intuizione di Poli, rappresentano gli unici pericoli corsi da Brkic nel secondo tempo. La partita finisce, e l’Udinese ringrazia: ieri sera ha ricevuto, in anticipo e forse in maniera inaspettata, dei regali Di Natale dal valore sicuramente più pregiato di un panettone o del cotechino. E finché la Sampdoria continuerà a proporre un format così giovanile, probabilmente accadrà ancora, e non solo a Natale ma anche a Pasqua e a Carnevale. Il brio ci ha portati all’insperata cavalcata vincente iniziale, l’inesperienza al baratro pre-derby: è chiaro che da una squadra così giovane derivino vantaggi e svantaggi. La bravura deve stare, allora, nel portare pazienza (per il tifoso) e nel bilanciare questi due parametri in modo da migliorare la qualità della squadra (per l’allenatore): il tutto però con un’attenzione e una serietà di fondo, perché la terz’ultima piazza è lì, a 3 punti.

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