Sabatini polemico: «Mi hanno inculato una partita. Rilanciamoci col derby»

Il dt blucerchiato Sabatini dopo la sconfitta contro la Roma: «Partita rubata, ho dei sospetti. Rilanciamoci nel derby». E sul futuro: «Resto solo con Ferrero»

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È un Walter Sabatini vulcanico, quello intervenuto in mixed zone ai taccuini della stampa presente al termine di Sampdoria-Roma. Il dt blucerchiato, analizzando la sconfitta firmata dal gol di Daniele De Rossi, ha rincarato la dose dopo le velate polemiche di Marco Giampaolo sulla malizia della squadra capitolina: «Posso dire una cosa? Mi avete inculato una partita – esordisce l’ex dirigente giallorosso -. Potevano vincerla entrambe? Ma stranamente l’ha vinta la Roma, non siamo tanto contenti. Figuriamoci se gli episodi vanno contro la Roma, qualche piccolo sospetto che tutto non sia andato come doveva andare ce l’ho: c’è stato qualche episodio nelle aree di rigore che, vedendo i replay, ci avrebbe potuto evitare la sconfitta. Ma non fa niente, va avanti la Roma come è giusto che sia e come merita. Non stasera, però, perché avrebbe meritato la Sampdoria: in generale, per il calcio italiano, deve andare avanti la Roma. Non esiste calcio italiano senza la Roma protagonista».

Interpellato su chi potrebbe essere il prossimo ds della Lupa, Sabatini risponde così: «Io credo di sapere tutto, faccio finta che sia vero. Questo potrei anche saperlo, ma non lo dirò mai. L’abbraccio con De Rossi? C’è un affetto grande, antico, che ho sia per lui che per il padre Alberto, per la famiglia tutta. Gli voglio tanto bene, con un po’ di fastidio un po’ lo sono andato ad abbracciare anche dopo la partita, così come Kolarov, che non vedevo da tanti anni. L’avevo visto alla Lazio da ragazzo. A Totti auguro una grande carriera, non credo che potrà ripetere quella fatta in campo, ma certamente ha il cipiglio e la voglia di farlo, quindi ci riuscirà. Avrebbe potuto iniziare a fare il dirigente in un momento un po’ meno complicato, adesso ci sono tante decisioni immediate da prendere».

La prossima sfida in programma per la Sampdoria sarà il Derby della Lanterna contro il Genoa: «Io già ho cominciato a viverlo al fischio finale, è un match che ci può rimettere in pista e questa è una sconfitta che ci allontana un po’ dalle nostre ipotesi. La Samp non sogna, a dispetto di quello che si dice, fa ipotesi: l’ipotesi Champions League era attuale anche prima di questa partita, perché se è nella mente della Roma lo deve essere anche nella nostra, dato che ci separano solo tre punti. Stasera qualcosa è cambiato, però da un punto di vista emotivo il derby può rimettere in sella la squadra e tutta la tifoseria. L’obiettivo resta l’Europa, che non è un sogno ma una possibilità: i calciatori della Sampdoria sono forti e meritano di pensare a un obiettivo serio. Poi il valore di una squadra lo fanno gli opinionisti, la stampa, i tifosi: dicono che sei da decimo posto, e magari i calciatori ci credono. Io penso che la Samp sia da posti privilegiati nella classifica di Serie A», precisa il dt doriano.

Una carriera, quella di Sabatini, che potrebbe proseguire anche a Genova: «Ritorno alla Roma? Lo escludo. Alla Samp ho da fare ancora tante cose belle, ma solo se rimane questa proprietà. Se cambiasse, non sarò io qui a far le cose: chi compra una società è giusto che si porti uomini di propria fiducia, io sarei d’intralcio, anche perché sono un po’ prepotente e non vedo le cose passivamente. Il giorno in cui Ferrero mi dovesse dire “Ho venduto il club”, io mi faccio da parte: non sono disposto a negoziare su questo». L’ex Inter si rivolge infine ai giornalisti presenti: «Siete incazzati voi sampdoriani? E sono incazzato anche io. Lo sapete, sì, che è rubata? Rubacchiata, diciamo. Meritavamo e abbiamo fatto di tutto per vincere la partita, quindi non dovevamo perderla. Però – conclude – non posso dire veramente niente alla squadra, se non “bravi”».