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2013

Sartori: «Corini è molto bravo. La Samp…»

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E’ stato un giocatore blucerchiato tra il 1979 ed il 1981, ma da ventuno anni è il d.s. della sorpresa più grande del calcio italiano. Giovanni Sartori, il “mago” del Chievo, ha pescato giocatori da tutti gli angoli del mondo, rivedendoli ad ottime cifre e permettendo una buona sopravvivenza ai clivensi. Ora, intervistato dal Corriere Mercantile, parla della prossima sfida tra Samp e Chievo, oltre che dei giovani in casa blucerchiata: « Nella gara d’andata, venivano da una situazione orribile: avevamo appena cambiato tecnico ed eravamo reduci da cinque sconfitte consecutive. Vincemmo la gara a sorpresa, forse neanche meritatamente, visto che fu un infortunio di Romero a regalarci i primi tre punti. Tuttavia, abbiamo fatto 26 punti da allora, un bottino che neanche noi ci aspettavamo di ottenere. »

Invece, cominciò una serie di sette sconfitte consecutive per la Samp: « Strano, perché ebbi la sensazione che la squadra si sarebbe ripresa dal turno successivo; non fu così e fui sorpreso. La rosa era buona ed i risultati ottenuti fino a lì erano merito di un buon calcio; tuttavia, il calcio è imponderabile ed imprevedibile. Con Rossi, molto è cambiato: non vedo la Samp dal vivo da molto tempo, ma dagli highlights si capisce come la squadra abbia trovato un buon equilibrio; poi, se hai davanti Maxi Lopez, Icardi, Eder e Sansone, il gol ti regala qualcosa in più del singolo punto. Inoltre, la Samp ha dei gioielli come Poli, Obiang e Krsticic, giocatori da valorizzare: credo che il futuro blucerchiato sarà roseo. »

Chiusura su Corini e sul modo di gestione interno al Chievo: « L’allenatore non era stato etichettato come abbastanza esperto per guidare la squadra alla salvezza; fortunatamente, noi crediamo in lui ed i risultati ci stanno dando ragione. Il risultato è ancora lontano, ma scegliemmo Corini perché aveva conoscenza dell’ambiente e dello spogliatoio, oltre alle indubbie capacità di guida. Sono convinto che, come Malesani e Delneri, si cimenterà poi con piazze più grandi, perché è molto abile: prima, però, deve salvarci. »