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2013

Un anno di Samp: novembre

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Il mese di ottobre sembrava poter essere il mese della svolta per il Doria, con le due vittorie consecutive arrivate contro Livorno ed Atalanta, ma la gara di Verona aveva mostrato di nuovo i limiti della squadra, ma il calcio ti dà settimana dopo settimana la possibilità di rimetterti in gioco, ed infatti dopo il turno infrasettimanale la squadra di Delio Rossi ospita il Sassuolo, squadra maltrattata in trasferta da ogni avversario, la partita ideale per la Samp che deve iniziare a mettere punti in cascina visto che le prossime tre gare saranno un trittico tutt’altro che semplice contro Fiorentina, Lazio ed Inter, tre gare nella quale sarà difficile fare punti prima della pausa natalizia e della fine del girone d’andata.

Delusione. La squadra di Delio Rossi interpreta bene la gara nel primo tempo: concede poco e niente ai neroverdi e trova il vantaggio con Pozzi sfruttando uno schema su punizione con sponda di Costa per il numero 9 tutto solo davanti alla porta. Nella ripresa però inizia un autentico psicodramma e l’autore non poteva che essere l’uomo simbolo del Sassuolo: Domenico Berardi, con la complicità di Andrea Costa, che per un tempo non gli ha fatto vedere palla prendendogli le misure perfettamente. Cross da sinistra, Gastaldello non ci arriva e Costa si addormenta, Berardi no e batte Da Costa al primo vero tiro in porta, 1-1. Passano due minuti e il Sassuolo è in contropiede, palla a Berardi che punta e salta secco Costa, che lo stende. Il difensore è già ammonito e viene espulso, al Sassuolo viene assegnato un rigore del quale si incarica Berardi: Da Costa spiazzato è 2-1 Sassuolo. La Samp non c’è, sembra ancora nello spogliatoio, un’altra manciata di minuti ed è Floro Flores in contropiede a siglare il 3-1 che chiude la sfida. Ma la Samp si sveglia e trova immediatamente il gol con Eder che di tacco realizza il 3-2. Inizia un assedio che la Samp porta a termine grazie a Lorenzo De Silvestri che da corner realizza il 3-3, la rimonta è completata, sembrava impossibile ma è riuscita, restano solo pochi minuti sul cronometro e almeno un punto verrà raccolto. Ma non sarà così: proprio De Silvestri commette una clamorosa ingenuità e stende Farias in area. Altro rigore, ancora Berardi contro Da Costa e ancora gol del futuro attaccante della Juventus: è 4-3 Sassuolo, che ottiene così la sua prima vittoria fuori da casa in Serie A, ed è una delle pagine più scure della stagione della Samp e di tutta la sua storia.

Ciao Delio. La sconfitta contro il Sassuolo apre una situazione difficilmente sanabile e le voci sul possibile esonero di Delio Rossi si fanno sempre più frequenti e ficcanti, ma la prossima gara è contro la Fiorentina, trascinata da Montella e sul campo da Giuseppe Rossi, capocannoniere del campionato, inoltre alla Samp mancano sia Costa che De Silvestri squalificati, ma in società si è deciso: se Delio non ottiene 3 punti a Firenze sarà esonero.
La gara di Firenze è uno spettacolo di tinte viola, che giocano in maniera sublime e che con la collaborazione di Gaetano Berardi trovano il vantaggio dopo pochi minuti su calcio di rigore: se ne incarica Pepito Rossi che col sinistro batte Da Costa. Pochi minuti e lo stesso Rossi pennella un sinistro a giro sul secondo palo per il 2-0, uno spettacolo balistico da applausi. La gara scorre tranquilla per i viola, con la Samp che impensierisce poco la Fiorentina, abile nel palleggio a tutto campo e con un Cuadrado in giornata di grazia. Nella ripresa i Viola si rilassano troppo e la Samp in chiusura di partita prima trova il gol con Gabbiadini e poi con Pawel Wszolek sfiora il pari con un destro fuori di niente: è 2-1 per la Fiorentina e l’avventura di Delio Rossi sulla panchina blucerchiata si ferma qui, proprio contro la sua ex squadra.

L’esonero verrà ufficializzato in settimana, ma il sostituto non viene comunicato immediatamente: la Samp ha per le mani diversi candidati come Zdenek Zeman, Edy Reja ed Eugenio Corini, ma il Presidente Edoardo Garrone ha un pallino in testa: Sinisa Mihajlovic, commissario tecnico della nazionale serba, ex giocatore della Samp ed ancora record-man per i gol su calcio di punizione diretta, con 28 centri. La trattativa è lunga, la pausa per gli spareggi mondiali aiuta i blucerchiati che hanno tutto il tempo per convincere la federazione serba a lasciare il mister visto che il contratto scadrebbe a fine mese. Alla fine va tutto per il meglio e prima della sfida contro la Lazio Sinisa Mihajlovic diventa ufficialmente il nuovo allenatore della Sampdoria, fra la perplessità dei tifosi che non vedono nei trascorsi da allenatore la possibile chiave di volta per girare la stagione della Samp, inguaiata a fondo classifica davanti solo al Catania, saldamente ultimo.

Benvenuto Sinisa. La conferenza di presentazione di Mihajlovic è un trattato di dorianesimo, una scelta di parole accuratissime che caricano l’ambiente all’inverosimile per la partita contro la Lazio, gara del cuore per Mihajlovic che in biancoceleste ha giocato e vinto tanto, diventando un idolo dei tifosi laziali: la gara è ben giocata dalla Samp che passa definitivamente al modulo 4-2-3-1. Lo 0-0 tiene ma a sbloccare la partita è chi non ti aspetti: Roberto Soriano, entrato dalla panchina. La Samp sta vincendo la partita, la Lazio è inguardabile e non dà mai l’impressione di essere pericolosa, ma la beffa è dietro l’angolo: 10 secondi dal termine della gara, Petagna lotta su un pallone destinato al fondo, ma lo tiene in campo regalandolo però ai biancocelesti che la sparano su: Mustafi tenta un controllo di tacco improbabile e il pallone passa per Lorik Cana, che punta e salta Costa e col destro infila Da Costa. È 1-1 fra la delusione della Samp che aveva la sfida in pugno.

Novembre si chiude così, con un nuovo allenatore, un nuovo modulo e una rosa totalmente da rivalutare: dicembre sarà il mese della rinascita.

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