Un calciomercato fiacco e fatto di occasioni sprecate

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© foto Valentina Martini

Rigoni è stato l’ultimo squillo di mercato insieme a Seculin e Rocha. Un’ultima giornata fiacca, che non può soddisfare le richieste di Di Francesco

Sarà difficile. Lo sarà perché un cambio di allenatore richiede sempre un grande intervento sul mercato, soprattutto se da Giampaolo passi a Di Francesco, con in mezzo l’idea di poter avere Pioli sulla tua panchina. Quasi come se avessi dovuto fare due cambi in due mesi, perché quel Maroni e quel Thorsby che ti eri assicurato con tanto ardore e previsione, all’improvviso si trasformano in due giocatori che non si ritrovano più negli schemi del tecnico. Alla fine, però, si prova a fare il possibile, anche se questo rimarrà il calciomercato delle occasioni perse e sfumate: il ritorno di Defrel poteva essere semplice e immediato, con l’attaccante che avrebbe potuto senza alcun problema non solo rinnovare il prestito per un altro anno, ma anche ritrovare il proprio mentore, Di Francesco. E invece alla fine l’attaccante ha preferito il Sassuolo, che per ora sulla carta gli ha dato ragione, visto il predominio per 4-1 nell’ultima giornata di campionato. Una scelta analoga l’ha fatta Simeone, che dopo esser stato corteggiato e aver trovato quasi l’accordo col Doria, ha preferito vestire la maglia del Cagliari, per fare il vice Pavoletti e allenarsi con Maran. Non ultimo anche Simone Verdi, che alla fine al Torino ci è andato per 25 milioni di euro, da pagare a giugno dell’anno prossimo: un affare durato tantissimo, chiusosi praticamente sul gong dell’ultimo giorno di mercato, ma che ha assicurato a Mazzarri un altro ottimo attaccante, di grande prospettiva, che completa una rosa che già l’anno scorso ci aveva messo i piedi in testa. Figurarsi quest’anno.

Mentre le altre squadre si sono rinforzate, tra chi ha confermato i propri titolari e chi ha puntellato la rosa degli undici di partenza, la Sampdoria sembra non aver alzato l’asticella, anzi. Al di là dell’aver sostituito ogni partente con un nuovo arrivato, persino nel ruolo di secondo portiere con Seculin che ha sostituito Rafael, sembra che in alcuni reparti l’innesto sia inferiore: al posto di Praet è arrivato Leris, colpo in prospettiva e anche low budget, ma che sulla carta non può essere una sostituzione in pari. Tra l’altro, l’arrivo del centrocampista del Chievo si è fatto registrare praticamente un mese dopo quello di Murillo, primo vero colpo estivo della Sampdoria: era il 13 luglio e per un nuovo colpo nella formazione titolare abbiamo dovuto attendere il 12 agosto, per poi andare a Rigoni e Seculin del 2 settembre. Un mercato che difficilmente potrà soddisfare Di Francesco, che aveva addirittura richiesto due esterni e se ne ritrova con uno solo. Parliamo di Rigoni, che è tornato in Serie A con non poca difficoltà: ha tentennato fino all’ultimo, ha giocato anche 45 minuti con lo Zenit prima di prendere l’aereo e raggiungere Genova, poi però ha scelto la numero 10 e si è preso l’obiettivo di essere l’esterno che cambierà le sorti del gioco di Di Francesco. Ce lo auguriamo, ma non sappiamo effettivamente se il calciatore scuola Belgrano possa cambiare l’ordine naturale della situazione.

Un ultimo colpo, tra quelli realizzati al volo, è legato a Kaique Rocha, terzino destro classe 2001 arrivato dal Santos: un acquisto pensato per la Primavera, quindi architettato da Pecini per dare a Cottafava un elemento in più sul quale contare. Si spera che la crescita possa essere importante e che possa tornare utile in futuro anche in prima squadra, dove adesso gli esterni destri sono rimasti due, Depaoli e Bereszynski. La speranza è anche quella di non doverci ritrovare con un Tavares bis, acquistato e utilizzato col contagocce per appena due volte da Giampaolo in un anno intero. In uscita altrettante poche emozioni, ma dopo tre anni e mezzo si è chiusa l’avventura di Jacopo Sala alla Sampdoria: il giocatore era in scadenza di contratto, uno tra lui e Bereszynski doveva andar via ed era molto più facile che a farlo fosse l’ex Hellas Verona. Si accasa alla Spal, che di esuberi doriani ne sa molto. Un altro che ha salutato Genova è Capezzi, che si è aggregato all’Albacete in Segunda Division e dove troverà anche un’altra ex conoscenza doriana di nome Rey Manaj. È rimasto Bonazzoli, che farà il vice-Quagliarella dopo anni trascorsi nelle parti basse della cadetteria italiana, è rimasto Vasco Regini, ai margini del progetto Di Francesco, è rimasto anche Ramirez, che ha rifiutato tutto ciò che gli è stato proposto e ha preferito restare per giocare in un ruolo non suo, l’esterno destro, pur non lasciare Genova: apprezziamo indubbiamente l’attaccamento alla maglia e speriamo che l’argentino possa regalarci qualche colpo a sorpresa in più di quanto fatto nel corso dell’ultima stagione.

È stato un mercato con poco entusiasmo, con poche idee e con scarsa reattività: i troppi affari sfumati pesano sull’economia di squadra, l’incertezza con la quale si è andati a cercare determinati interpreti giustifica il fatto che la Sampdoria in campo non corra, non abbia i giocatori giusti per applicare le richieste di Di Francesco. Si ha la forte sensazione che sarà un anno di transizione, in attesa di questa tanto anelata e agognata cessione societaria, che pur non sapendo se porterà benefici sembra essere la soluzione finale a tutti i nostri mali. Compreso un calciomercato che ha dato così poche emozioni da rischiare di fungere da pieno contraccolpo psicologico, almeno per i tifosi. In attesa di capire quali saranno le intenzioni di Di Francesco, perché sono sicuro che per venire alla Sampdoria di garanzie ne aveva ricevute ben altre.