Cagni ammette: «Zenga mi ha usato»

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Ieri sera Gigi Cagni era ospite negli studi di TeleNord per prendere parte alla trasmissione “Anteprima Derby. L’ex vice di Walter Zenga è tornato immancabilmente a parlare della vicenda che lo ha allontanato dai colori blucerchiati dopo pochi mesi dall’inizio della sua esperienza: «Mi aveva chiamato Zenga per occuparmi della fase difensiva, ma non mi e’ stata data la possibilita’ di farlo. In ritiro avrò diretto 2 o 3 allenamenti al massimo, di una ventina di minuti,  e non c’è stato mai un momento di confronto per programmare il mio lavoro. Credo che Zenga abbia voluto usarmi per addolcire una  piazza che forse non gli era troppo favorevole».

 

Il suo unico consiglio risale alla tragica notte di Torino, nella quale la Sampdoria pregiudicò il ritorno del preliminare di Europa League: «Sono sempre stato al mio posto, solo una volta gli ho dato un suggerimento: sul 2-0 col Vojvodina gli ho detto di mettere la difesa a uomo per limitare i danni, che al ritorno avremmo potuto ribaltare il punteggio. Invece e’ finita 4-0. Mi disse che l’aveva detto alla squadra ma che non l’avevano fatto, risposi che le cose non solo si dicono ma si fanno fare. E’ stata la mia unica intromissione tattica».

 

Fino ad arrivare al momento della comunicazione: «Al momento dell’esonero Zenga mi ha detto che era stato Ferrero a non volermi piu’, ma Osti lo ha smentito davanti a me dicendo che il presidente non ne sapeva niente. Allora ha provato a trovare altre giustificazioni, ci sarebbero stati dei giocatori scontenti, un difensore in particolare avrebbe detto che ero antico. Farsi influenzare da un giocatore, nel caso, non gli fa certo onore. Comunque e’ stata una delusione enorme sotto il profilo umano, dopo 35 anni di conoscenza non me lo sarei aspettato. Zenga con me ha sbagliato e lo sa».

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