Dodô, l’esterno atipico che mancava da tempo

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José Rodolfo Pires Ribeiro, in arte Dodô, rappresenta una delle novità del 2016 della Sampdoria targata Montella. Arrivato a gennaio dall’Inter insieme ad Andrea Ranocchia, Dodô si presenta anche come una novità in senso assoluto a livello tattico per chi è abituato a veder giocare la Samp da anni. Raro infatti, scorrendo gli almanacchi, trovare un terzino/esterno di centrocampo capace, udite udite, di saltare l’uomo e crossare il pallone. Eppure in quella posizione la Samp ha visto, nel suo passato recente, passare giocatori di buon livello, alcuni dei quali si sono anche affermati in Champions League, come Max Tonetto.

Dodô ha tuttavia quella facilità di dribbling che si poteva trovare al massimo in Franco Semioli (che giocava però a destra) o Andrea Gasbarroni (più offensivo, ma con Novellino era costretto a rimanere schiacciato a sinistra). Montella ha costruito il vestito su misura per le sue caratteristiche e il risultato è ottimo. La speranza più o meno comune è che possa essere riscattato, anche se non sarà facile. Nel caso in cui dovesse partire, rimarrà comunque di lui il ricordo di un esterno atipico che è risultato fondamentale in determinate vittorie e che se ha sbagliato delle partite lo ha fatto per inesperienza, non per negligenza. Per capire di più sul suo futuro, occhi puntati sulla sua folta chioma nelle prossime partite, e, come sempre, tutto passerà comunque per la salvezza.

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