Dodô: «Samp, grazie dell’opportunità. Tifoseria fantastica»

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Arrivato in punta di piedi nel mercato di gennaio, Vincenzo Montella non ha esitato a buttarlo in campo alla prima occasione utile, vuoi per un’effettiva emergenza sulla corsia mancina ma anche perché al Doria, un esterno mancino con quella propensione offensiva e quella capacità di cross non si vedeva da tempo. Dodô si è subito affermato come uno dei titolari fissi della squadra e nelle sue apparizioni ha mostrato buone doti soprattutto in fase offensiva, dove i suoi traccianti hanno spesso portato al gol.

L’esterno brasiliano, intervistato da SampTV, si è raccontato a partire dai primi passi nel mondo del pallone: «Avevo un cugino più grande di me di due anni, lui giocava e lo andavo sempre a vedere, e da lì mi è venuta voglia di giocare: dai 4 anni non ho mai smesso. Crescendo volevo fare il medico, poi imparando cosa facesse mi sono un po’ spaventato. Ho pensato anche di fare il biologo marino, ma il calcio era la mia vita, ed è andata così».

Prima dell’arrivo alla Samp poco spazio all’Inter, colpa soprattutto di diversi infortuni: «Dopo il primo intervento mi sentivo bene, durante il recupero non ho avuto problemi ma a lungo termine ho avuto sempre qualche problema al ginocchio, soprattutto in quest’ultimo anno all’Inter mi mancava continuità. Con l’ultimo intervento invece il ginocchio ha risposto sempre benissimo e qui alla Samp ho giocato sempre, sono contento di questa opportunità perché sto giocando tanto e sto recuperando la condizione, che è importantissimo per me».

L’arrivo in blucerchiato proprio grazie a Vincenzo Montella, che lo ha fortemente voluto: «Sono da 4 anni in Italia, il mister lo conosco bene, mi ha voluto lui, non ho fatto fatica ad adattarmi, il suo gioco esalta le mie qualità. Mi sto trovando bene e spero di continuare così. In Brasile la Samp è conosciuta grazie a Toninho Cerezo che ha giocato nel miglior Brasile di sempre. La città? Mi trovo bene così come la mia famiglia, ma non ho ancora avuto occasione di girarla tutta fra allenamenti e trasferte».

«I tifosi della Samp – prosegue Dodô – mi ricordano i tifosi del Corinthians: quando si prende gol cantano ancora più forte, poi li avevo visti da avversario, sempre partite toste, pubblico caldo e giocare qui aiuta, è un’arma in più. Il Derby lo guardavo già dai tempi di Roma, Genova è una città un po’ più piccola rispetto a Roma e Milano e i tifosi sono più vicini e più appasionati, ma mancano ancora diverse partite prima di affrontare il Genoa. La classifica? Un peccato trovarsi in questa posizione, non la meritiamo. Dobbiamo affrontare questo momento con la giusta concentrazione, il Mister ha già in mente per la prossima partita qualcosa di importante per stare più sereni e concentrarsi anche sulla prossima stagione».

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