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Editoriale

Lasciamo il bel gioco agli altri

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La Sampdoria sbanca Crotone e si porta al nono posto in classifica: prestazione essenziale, alla faccia del bel gioco

Premessa: ho seriamente rischiato di addormentarmi durante Crotone-Sampdoria. Poche azioni, possesso palla sterile, qualche sbavatura di troppo a livello tecnico. Poi, però, ho visto il risultato e mi sono ricordato che nel calcio contano i risultati. Conta vincere. Tutt’a un tratto quell’1-0 a tinte blucerchiate ha assunto un sapore dolce, mi ha trasmesso una impagabile sensazione di goduria. La libidine è aumentata quando ho visto la classifica aggiornata della Serie A: nono posto con 42 punti all’attivo, a sei giornate dalla fine della stagione. Wow! Non male per una squadra che, esattamente un anno fa, tremava all’idea di poter retrocedere in Serie B. Ma c’è chi non è soddisfatto perché vorrebbe vedere una Sampdoria esteticamente bella, capace di deliziare con la palla tra i piedi in stile Napoli di Maurizio Sarri (peraltro eterno secondo dietro la cinica e non bella Juventus di Massimiliano Allegri).

È impossibile che, con i calciatori attualmente a disposizione, la Samp costruisca i propri successi attraverso la spettacolarizzazione dello sport. Senza sminuire il valore collettivo della rosa, sono pochi i blucerchiati grazie ai quali è possibile dominare statisticamente una partita. Il concetto è lo stesso che concerne la costruzione dal basso: è una buona idea solo se si hanno i calciatori giusti per proporla. E la Sampdoria, come spesso asserito da Claudio Ranieri, non può né deve badare alla bellezza. Anche uno innamorato del cinema come il presidente Massimo Ferrero lascerebbe volentieri da parte le emozioni di un film lungo novanta minuti più recupero pur di tornare a casa con una vittoria in saccoccia. Perché perdere giocando bene è frustrante. Fidatevi.

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