Errare è Ferrara, perseverare è Sensibile

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Se Atene piange, Sparta non ride: a una settimana dal derby della Lanterna numero 105 la situazione delle due squadre genovesi è tutt’altro che rosea: 9 punti per il Genoa, 10 per la Sampdoria. Entrambe le squadre si erano date la salvezza come obiettvo stagionale, ma nessuno avrebbe mai immaginato che su 36 punti a disposizione le genovesi ne avrebbero totalizzato la metà in due.

Se i problemi attuali del nuovo Genoa targato Delneri sono riconducibili a una squadra che non rispecchia il credo tattico dell’allenatore arrivato a campionato in corso, decisamente più complessa è la situazione in casa Sampdoria. Coperta corta, giocatori inadatti a moduli diversi dal 433 e in alcuni casi inadatti anche a tale modulo, infortuni a catena, squadra troppo giovane, torti arbitrali e chi più ne ha più ne metta: nei giorni si sono susseguite le più svariate teorie sulla crisi di risultati blucerchiata, passando anche per le incredibili teorie del complotto. Dove sta però la verità? Difficile dirlo. Facile dare la colpa solo a un allenatore troppo poco esperto e che nemmeno da calciatore ha avuto a che fare da vicino con certe realtà. Il vero problema è che chi di dovere non ha imparato dagli errori del passato.

Era il 13 giugno 2011 quando Pasquale Sensibile venne presentato come nuovo DS della Sampdoria. Forte della promozione conquistata a Novara, il giovane e rampante neo-direttore sportivo imbastisce una squadra ricca di nomi altisonanti per la cadetteria. Scelto un giovane allenatore desideroso di riscatto dall’anno precedente, si inizia a parlare della nascita di un progetto a lungo termine. Il risultato di tali scelte ha portato a una Sampdoria più vicina alla zona play-out che alla zona play-off a metà novembre, con una rosa che seguiva sempre meno il mister e dopo la debacle di Vicenza giunse l’ora del cambio di guida tecnica. Il resto è storia: con meno “nomi” e il giusto mix tra mestieranti e giovani di qualità, con un allenatore dal calcio meno spumeggiante ma decisamente più concreto, la Sampdoria si conquistò la promozione tramite la vittoria dei play-off. Difficile non notare le molte, troppe analogie con le scelte compiute la scorsa estate.

I latini dicevano errare humanum est, perseverare autem diabolicum: l’anno scorso si dovette aspettare fino al 13 novembre prima del famoso passo indietro. Oggi è il 12 e 9 partite senza vittoria non sono state ritenute sufficienti. Se non è perseverare questo…

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