Giampaolo ci crede: «Loro più fortunati. Samp, proviamoci fino alla fine»

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Il tecnico della Sampdoria fa i complimenti agli avversari: «Noi poco fortunati, ma ci sono ancora trentatrè punti a disposizione»

SAMPDORIA-ATALANTA: SINTESI E TABELLINO DEL MATCH
SAMPDORIA-ATALANTA: GLI HIGHLIGHTS

Intervenuto ai microfoni di DAZN nel post partita, il tecnico della Sampdoria Marco Giampaolo ha commentato la sconfitta subita dalla sua Sampdoria al “Ferraris” contro l’Atalanta: «Una partita dura, intensa – ha iniziato Giampaolo -, che era aperta a qualsiasi tipo di risultato. L’Atalanta ha sfruttato meglio le occasioni che si è creata, noi meno. Probabilmente il risultato di parità sarebbe stato più giusto, forse loro nel possesso palla hanno avuto una percentuale migliore, si sono dimostrati una squadra forte contro la quale abbiamo fatto un buona prestazione, ma il risultato non ci premia. Facciamo i complimenti all’avversario».

La Sampdoria non ha potuto giocare con i cambi, date le due sostituzioni forzate per Riccardo Saponara e Jacopo Sala: «Non siamo stati fortunati, è vero, ma quelli che sono entrati erano comunque competitivi. Ramirez non aveva la partita nelle gambe ma siamo stati costretti. Non sono state le sostituzioni a condizionare la gara, è stata l’Atalanta più brava e un po’ più fortunata. Per esempio, il loro secondo gol era difficile da fare da lì, mentre su Ekdal il loro portiere ha fatto una grandissima parata. Inutile comunque recriminare, la squadra ha finito la gara stremata, ha dato tutto, è stato uno scontro, oltre che tecnico, anche molto fisico. Brava l’Atalanta».

Con la sconfitta casalinga contro una diretta avversaria le opportunità di accedere all’Europa League sembrano quasi spegnersi: «Mancano undici partite e dobbiamo puntare al massimo. Chiaro che questa sconfitta ci delude e ci fa fare un passo indietro, ma dobbiamo mantenere alto il livello dell’attenzione, mancano ancora trentatrè punti. Bisogna giocarsela fino alla fine, restare competitivi fino alla fine. Scontro Gasperini-Ienca? Mi hanno raccontato ma non ho visto niente, ero dall’altra parte del campo e – taglia corto l’allenatore della Sampdoria – non mi sono accorto di nulla».