La domenica con Lei - Il volo a occhi chiusi di Eder - Samp News 24
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2013

La domenica con Lei – Il volo a occhi chiusi di Eder

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Una vittoria importantissima e significativa quella contro il Catania. Letture a proposito se ne possono fare tante e dalle più varie coloriture. L’immagine che, secondo me, riassume l’essenza della “nuova” Sampdoria targata Sinisa Mihajlovic è racchiusa nella rete dell’1-0 firmata da Eder, miglior in campo di giornata. Per raccogliere il succo del concetto che voglio esprimere bisogna partire dicendo che il Catania di De Canio, schierato con un catenaccio inguardabile (finalizzato a cosa poi? a fare un punto contro la penultima in classifica?), ha fatto il possibile per impedire che la partita si svolgesse con fluidità, giocando per far passare i minuti e rompere i ritmi di gioco della Samp. Inoltre c’è da dire che l’arbitro è stato perfettamente coinvolto nel mood della partita, fischiando a ripetizione, in maniera confusa e penalizzante (per le continue interruzioni di gioco) per la Sampdoria che cercava di condurre la gara. Ciò nononstante il Doria ci ha sempre creduto, con tutto se stesso. Il gol di Eder, emblema della nuova Samp, è pregno di concretezza ed allineato col “Sinisa pensiero”: chi sbaglia atteggiamento in campo è meglio che non torni in spogliatoio. E allora ecco De Silvestri, affaticato e ruspante, sradicare il pallone all’avversario, che cade travolto dalla sua foga, andare sul fondo (un mese fa non ci andava mai) e crossare con qualità e morbidezza un pallone al centro. A quel punto Eder non colpisce di testa ma si butta letteralmente, volando quasi parallelamente al terreno, bucando la rete e con essa il catenaccio stilisticamente terribile del Catania, che a quel punto aveva terminato le idee per portare punti a casa da Marassi.

La Samp ha vinto con metodo ma, soprattutto, con grandissima voglia, condita a sua volta non da pressione ansiosa ma da leggerezza. Mihajlovic si è comportato benissimo, cambiando modulo durante la gara ( 4-4-2, 4-2-3-1 e 4-3-3) a seconda delle situazioni, dimostrando di essere allineato con i giocatori nella condivisione di metodi e obbiettivi. Moduli e posizionamenti a parte, quello che non è mai mutato è stato l’atteggiamento propositivo, esplicitato dal pressing alto e dalla fiducia dei giocatori nei propri mezzi (che si è vista negli scambi stretti e nelle iniziative personali). Si possono analizzare i singoli e dire che Pozzi, troppo nascosto dietro i centrali del Catania, e Obiang, lento nel “pensare” la giocata, hanno fatto più fatica. Diverso discorso invece per i due esterni, questi si degni di essere chiamati tali, Gabbiadini ed Eder, spine nel fianco degli avversari grazie alla loro capacità di saltare l’uomo, e per Soriano e Palombo, ancora positivi nel dare continuità alle loro caratteristiche personali. Il fatto è che parlare di singoli, al momento, risulta riduttivo e poco significatico. Le cose che sono cambiate, almeno in queste quattro partite, sono talemente tante (in positivo) da rendere questa situazione quasi irreale. La difesa a quattro, la rivitalizzazione di Soriano, Palombo (come centrocampista) e Krsticic, la spinta degli esterni offensivi, il pressing alto, il presidiare la metà campo avversaria, la disciplina tattica mista all’incoscenza che ne fa risaltare i “sapori”. Tutto merito di Mihajlovic? Non lo so, in così poco tempo forse è presto per dirlo. Certo è che solo guardandolo, nel suo linguaggio del corpo in panchina e in conferenza stampa, l’idea è che quella che la strada intrapresa sia quella giusta. Quello che inconcepibilmente mancava alla Samp, qualità della rosa a parte, era la cattiveria agonistica. Ora perdonatemi l’estrema semplicità ma credo che la cosa più appropriata da dire per esprimere il concetto conclusivo sia questa: il Doria di Sinisa ha gli attributi al posto giusto.

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