L’Europa ci aspetta: ora tocca all’Atalanta

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© foto Valentina Martini

Seconda vittoria di fila, periodo nero alle spalle, voglia di vincere tornata: ora ci tocca battere l’Atalanta

Voglio guardare al futuro, non quello lontanissimo, ma quello che mi porta a domenica prossima, contro una gara che può valere una stagione. Siamo arrivati alla sfida con l’Atalanta ottimizzando tutte le risorse, perdendo punti soltanto col Frosinone: con quei tre in più avremmo potuto affrontare gli orobici con maggior tranquillità, con meno tensione, ma forse questo gioverà a nostro favore. Così come l’anno scorso, quando in maniera inaspettata il Doria di Giampaolo andò a stendere la Dea a Bergamo, lei che era in piena corsa per l’Europa, così dev’essere al “Ferraris” domenica prossima. Abbiamo rimesso in piedi il treno, lo abbiamo ricollocato sui binari giusti: Quagliarella è tornato al gol (e che gol!), Gabbiadini si sta dimostrando un ottimo compagno di reparto, la difesa opera in maniera precisa e Colley sta diventando sempre più roccioso. L’unica nota stonata che ci lascia la trasferta di Ferrara è Saponara, che ancora una volta ha confermato quella scialba teoria che l’ex Empoli ragiona meglio da subentrato che a bocce ferme, da titolare. Una minuzia, dinanzi alla seconda vittoria consecutiva e ad altri tre punti che vanno a riempire quel sacco che in quattro partite avrebbe dovuto portarne dieci: siamo a metà e il bottino c’è.

Ora con l’Atalanta bisogna essere perentori e dimostrare che il “Ferraris” è una bolgia dalla quale non potranno uscire indenni: mentre quindi la Lazio dovrà vedersela con la Fiorentina, che intanto ha perso terreno proprio contro gli orobici, toccherà alla Sampdoria decidere parte delle sorti dell’Europa League. Mancano, in ogni caso, dodici partite, quindi il cammino non è ancora segnato, ma indubbiamente la gara di domenica prossima rappresenta un importante bivio: vincere significherebbe dimostrare di essere in corsa, più che mai, e soprattutto di rimescolare le carte in tavola. Magari spianando la strada al Torino, ma intanto mettendosi a 42 punti, uno sopra l’Atalanta e a un ipotetico ottavo posto. Per questo serviva arrivare preparati e gagliardi, con queste due vittorie di fila in tasca e una prestazione più coriacea che di qualità contro la Spal.

Con il ritorno di Ekdal in cabina di regia, inoltre, Giampaolo ritrova anche la sua formazione migliore: intanto, però, Vieira non ci ha fatto sentire la mancanza dello svedese, anche grazie al supporto fornitogli da Praet in fase di costruzione e di copertura. A proposito del belga, è tornato momentaneamente a ricoprire il suo ruolo di trequartista, per quanto sia egli nato seconda punta, ma dopo tante partite da mezzala almeno pare essersi ricordato com’era essere più a ridosso dell’area di rigore. Buona la prestazione di entrambi, come anche quella di Jankto, più di sacrificio che altro, nonostante il 3-0 sfiorato. Con buona pace di Viviano, che rivincite non se n’è prese e, anzi, ha rischiato di subirne anche più di due. La Sampdoria, insomma, ha dimostrato di esserci, di essersi messa alle spalle febbraio e quel periodo nero che l’ha vista perdere con Napoli, Frosinone e Inter: che due di queste ci potessero stare, quella con i ciociari resterà una macchia sull’intera stagione, resteranno tre punti persi che si spera non peseranno sulla classifica. Ora sotto con l’Atalanta: l’Europa ci aspetta.


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