Gli Ex
Lombardo: «La Sampdoria è casa mia! Deve tornare dove le compete. Nuovi acquisti? Dico questo»

La storica bandiera e attuale membro dello staff blucerchiato, Attilio Lombardo, si è raccontato a “Repubblica”: le sue dichiarazioni
Attilio Lombardo è una delle bandiere storiche della Sampdoria. L’ex giocatore, attualmente membro dello staff tecnico, si è raccontato in un’intervista in esclusiva all’edizione genovese di Repubblica, trattando diverse tematiche inerenti il mondo blucerchiato. Vi riportiamo di seguito alcuni estratti delle sue dichiarazioni:
CHIAMATA – «La Sampdoria è casa e mi auguro di non andarmene via più. Lo dico sempre, io mi considero un privilegiato, perché prima che calciatore e ora allenatore o dirigente, sono un tifoso, genovese nella pelle, blucerchiato nel cuore e non è da tutti portare in panchina, a bordocampo, la passione della Sud. Io trasmetto sampdorianità, mi chiedono di farlo e lo considero quasi una missione, faccio capire ai giocatori cosa significhi indossare questa maglia, la storia che c’è dietro. Ho pianto due volte, di dolore a Castellamare di Stabia, eravamo retrocessi in serie C, e di felicità a Salerno, dopo aver vinto il play out, ottenuto la salvezza».
RITORNO – «Sono tornato per l’ennesima volta perché credo in questo progetto, mi piace, sono convinto che a gioco lungo la Sampdoria possa tornare protagonista e non solo in serie B, ma nella categoria che le compete per blasone e passione dei propri sostenitori. Si deve sognare. Prima però bisogna togliersi dai guai. La strada è lunga. Manca ancora tutto il corpo. Guai a rilassarsi. A smettere di lottare».
GREGUCCI, FOTI E POZZI – «Io do una mano, ma i responsabili tecnici sono loro, Gregucci, espertissimo, e Foti, vice ideale, uno che diventerà un grande allenatore. In più Pozzi, per me un sorpresa. Assorbe come una spugna all’ombra di quei due. Io ho lavorato con Mancini, Mihajlovic, Di Matteo, De Rossi. Capisco al volo su chi puoi scommettere. E, nel caso dei giovani, su chi può far carriera».
NUOVI ACQUISTI – «Devono calarsi subito nella parte, in una realtà affascinante, ma in questo momento difficile. E devono darci una grossa mano. Nelle ultime 6 partite abbiamo fatto 10 punti, siamo cresciuti fisicamente, messi bene in campo, ma serve ancora di più. E loro devono agevolare il salto di qualità. Esposito lo conosco bene, glielo ho detto: da te la gente si aspetta moltissimo. Brunori è intelligente e forte, ci servirà, aiuterà Coda. Begic è uno che strappa, ci mancava uno con queste caratteristiche. Questi acquisti sono forti. Se arriveranno altri colpi così, meglio ancora».
VIALLI – «Tre anni fa ho perso un fratello. Nella Samp avrebbe potuto fare tutto, sarebbe stato anche un grande presidente, oltre che un magnifico bomber. Ma non c’è più davvero? Perché noi ne parliamo tutti al presente. Luca è immortale».
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