Combine Samp-Napoli, Palazzi chiede penalizzazione e multa

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E’ iniziato all’hotel Parco dei Principi di Roma, il processo sportivo per i probabili illeciti nella partita del maggio 2010 che vedeva opposti la Sampdoria e il Napoli ma anche sulla partita Portogruaro-Crotone. L’interesse si rivolge con maggiore attenzione su Sampdoria-Napoli: il terzo portiere azzurro Matteo Gianello, confessò ai magistrati e agli investitori della Federcalcio di aver tentato una combine a favore della Samp.

Gianello ha chiesto di patteggiare, decisione accolta dal procuratore Palazzi che a suo parere il contributo dell’ex portiere è stato “fattivo”, e quindi, l’incolpato merita uno sconto di sanzione da tre anni e tre mesi a un anno e quattro mesi.

La Disciplinare però ha clamorosamente rifiutato il patteggiamento su cui erano d’accordo il procuratore Palazzi e i legali di Gianello. Probabile la sua non ritenuta credibilità, oppure la contrarietà rispetto a uno sconto troppo significativo. Dalla risposta dipenderà poi la posizione del Napoli e dei suoi due giocatori accusati di omessa denuncia (Grava e Cannavaro).

Gianello dopo aversi visto rifiutato il patteggiamento ha dichiarato alla Rai: “Non ce la faccio più, sono stanco. Quando scendevo in campo pensavo sempre a vincere, nient’altro.. non di certo a scommettere per soldi. Io neanche partecipai a quella gara del maggio 2010, non ero stato neanche convocato. Non ho fatto niente, ho pagato un ingenuità. Avevo un buon rapporto con Cannavaro”. Nella mattinata erano presenti presso l’hotel alcuni tifosi che gli chiedevano la verità dei fatti su quanto successo.

Questi i club e i giocatori ai quali è stato accettato il patteggiamento: Cossato 9 mesi di squalifica, Passoni 4 mesi, Parlato due mesi, 5000 euro all’Albinoleffe e 100 euro di multa all’Avesa. Furlan deve scontare 20 mesi e 20 giorni di squalifica.

Poco dopo le 15 inizia la requisitoria di Palazzi contro Gianello, Cannavaro e Grava, e quindi il Napoli per responsabilità oggettiva in cui si discute su Gianello e sulla proposta ai due compagni. Secondo Palazzi il caso ammissioni-confidenze di Gianello all’amico poliziotto sono fuori da un processo e le rendono credibili. Gianello non aveva alcun motivo per cui incolparsi di un reato, né per se stesso né per altri. Per il discorso classifica, il Napoli non aveva traguardi da raggiungere, il tutto era ammissibile. Perciò il deferimento coinvolge tutti e tre. Le parole di Gianello non sono mai contradditorie. La procura chiede tre anni e tre mesi di squalifica per l’ex portiere. Per Cannavaro richiesti 9 mesi come anche per Grava. Per quanto concerne il Napoli, in relazione ai suoi tesserati, che venga adottata la responsabilità oggettiva tenendo conto delle circostanze dell’accaduto. Si chiede 1 punto di penalizzazione per la stagione in corso e 100 mila euro di multa.

Malagnini, avvocato di Paolo Cannavaro: “Questo processo deve includere anche Fabio Quagliarella, il soggetto principale da corrompere. Tra il poliziotto e Gianello c’è qualcuno che dice cose false. Quagliarella doveva far tanti gol quanto per la soglia per il premio da 50 mila euro”.

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