Petto di pollo, riposo e niente alcol: tutti i segreti di Quagliarella

quagliarella sampdoria
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Quagliarella alla caccia di Totti e Del Piero: il centravanti blucerchiato ha scoperto la formula della longevità fuori dal campo

Da sabato sera, cioè dalla fine della partita fra Sampdoria e Udinese, Fabio Quagliarella è sulla bocca di tutti. La doppietta contro i friulani ha permesso al bomber campano di eguagliare il record di Gabriel Batistuta: undici partite di fila a segno in Serie A e il titolo di capocannoniere per un giocatore di trentaseianni – da compiere giovedì – sono non solo una rarità, ma qualcosa di davvero eccezionale. A rendere l’idea di quello che stia facendo Quagliarella è la classifica dei principali bomber della Serie A ritiratisi negli ultimi 10 anni: ebbene, fra tutti questi, il numero 27 doriano ha una delle medie realizzative “post-trenta” più alte. Se infatti Totò Di Natale guida la classifica con ben 163 dei 206 gol realizzati in A dopo i trent’anni – media incredibile del 77,99% -, Quagliarella, grazie alla sua media da 49,60% – 71 gol arrivati dopo i trent’anni sui 143 totali – tallona Alex Del Piero – 51,06% – e Francesco Totti – 50% -, sopravanzando grandi attaccanti come Luca Toni, Filippo Inzaghi, Alberto Gilardino, Christian Vieri, Vincenzo Montella e Marco Di Vaio.

Qual è dunque il segreto di Quagliarella, la formula dell’eterna giovinezza che il centravanti stabiese sembra aver scoperto? Nulla di eccezionale, ma piccoli accorgimenti quotidiani da attuare con costanza. Anzitutto, l’alimentazione: come ha spesso detto lo stesso attaccante e come ben sanno tutti coloro che lo conoscono, il capitano blucerchiato non mangia mai carboidrati la sera e, per pranzo, punta sempre su del pesce o della carne bianca. Gli sgarri poi, alla sua tavola, non sono ammessi: come raccontano i suoi amici al Secolo XIX, quando si è recato a Ibiza e Formentera in estate, Quagliarella è riuscito a mangiare petto di pollo a pranzo per una vacanza intera. Impossibile convincerlo a bere dell’alcol, molto difficile anche solo vedergli aprire una lattina di Coca Zero, il massimo dello sgarro per il classe ’83. Altra regola d’oro è quella del riposo: spostamenti a Napoli limitati durante il campionato per potersi dedicare al recupero fisico e a letto presto. Una vita da campione non solo sul campo, ma anche fuori, per la costanza e la ferrea disciplina che Quagliarella è riuscito ad imporsi. E vedendo i risultati, non gli si può certo dare torto.