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Pradé rivela: «A giugno mercato diverso. Europa? Sognare è bello»

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Daniele Pradé a ruota libera: «Ci siamo comportati bene con Puggioni. Mercato? Abbiamo mantenuto la parola data, sull’Europa diciamo che è bello sognare»

Il calciomercato blucerchiato si è chiuso, come era stato annunciato dalla Sampdoria, senza particolari colpi, in entrata e in uscita. Ciò non vuol però dire che la sessione invernale delle trattative sia stata insufficiente, da parte del club blucerchiato: anzi, l’aver trattenuto giocatori importanti come Torreira, Caprari, Zapata e in generale tutti gli imprescindibili di Giampaolo è stata una grande nota di merito. A fare il punto su questo mese di gennaio è stato Daniele Pradé: «Abbiamo mantenuto la parola data  – ha affermato il direttore dell’area tecnica al programma “A tutta Samp”, in onda su Antenna Blu, non è stato ceduto alcun giocatore importante. Poteva esserci un acquisto dopo l’infortunio di Praet, ma il campo ci ha detto che questo è un gruppo solido, e la sua assenza sarà colmata da Barreto e Verre».

L’unica vicenda che ha sorpreso i tifosi blucerchiati è stata quella relativa a Christian Puggioni, accasatosi al Benevento in cambio di Vid Belec. L’agente del portiere genovese ha accusato la Sampdoria di aver lasciato andare il giocatore a cuor leggero, la posizione di Pradé in questo senso è netta: «Non ci sono due versioni differenti, la cosa è semplice; Puggioni ha avuto un’offerta irrinunciabile: un triennale, a quell’età e a quelle cifre non poteva non metterlo in dubbio. E’ inutile fare retorica, noi non potevamo tenerlo: gli avevamo fatto un contratto a febbraio scorso riconoscendo le sue doti umane e professionali. Lo abbiamo accolto in un momento di difficoltà e ci siamo dati una mano a vicenda, penso che ci siamo comportati bene, come società, a lasciarlo andare, perché avremmo anche potuto bloccare il trasferimento».

Terminato il mercato di gennaio, è già tempo di pensare ai possibili assalti che a giugno potranno interessare i giocatori e l’allenatore della Sampdoria, sempre molto appetiti dalle grandi squadre: «Quando succedono queste cose – chiosa con orgoglio Pradé – vuol dire che la società ha lavorato bene. Dobbiamo semplicemente continuare a lavorare con normalità, parlare con i giocatori e con il tecnico. Caprari? Potevamo ricavare anche più di 18 milioni forse. Lo abbiamo trattenuto perché cambiare adesso non avrebbe avuto senso, l’allenatore non sarebbe stato contento, non avremmo potuto trovare un’adeguata contropartita tecnica e perché il ragazzo non ha mai chiesto di andare via. Ce lo teniamo e ne siamo felici».

Per quanto riguarda invece il mercato di giugno, le cose saranno invece diverse: «Le situazioni cambiano in fretta e tutte le società si rendono conto, a un certo punto, che alcuni giocatori non possono più restare, e perciò si fanno delle plusvalenze. L’intelligenza sta nel farsi trovare pronti e cercare di migliorarsi. Sottolineo che la Samp ha sì ceduto nello scorso mercato, ma ha reinvestito: 20 milioni per Zapata, 9 per Ramirez. Siamo una società programmata, e questa è la strada giusta. Importanti sono anche gli investimenti nelle strutture, ad esempio per l’Academy: ciò che Ferrero e Romei stanno facendo è sotto gli occhi di tutti, è così che una società cresce. Lo stadio? Due società che vogliono crescere, collaborano. In questo momento c’è grande impegno da parte di tutti. Europa? Non diciamo nulla, diciamo sempre la stessa cosa, cioè che pensiamo di partita in partita. Però, è anche bello sognare».

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