Repetto: «Torreira illuminazione di Romei, vi racconto come andò»

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Esclusiva SampNews24 – L’ex dg del Pescara Giorgio Repetto sui talenti della Sampdoria Torreira, Caprari e Verre

La Sampdoria di Marco Giampaolo, che sta raccogliendo complimenti e attenzioni per questo ottimo avvio di campionato, deve in parte ringraziare il Pescara se il suo organico è così ricco di giovani di talento. I giocatori passati e formatisi calcisticamente nel club abruzzese sono ben tre: su tutti Lucas Torreira, gigante del centrocampo blucerchiato, Gianluca Caprari e Valerio Verre. Chi meglio di Giorgio Repetto, ex direttore generale del Delfino, per farci raccontare qualcosa di più su di loro? In esclusiva ai nostri microfoni, Repetto ha parlato del loro rendimento alla Sampdoria e ha svelato alcuni retroscena di mercato riguardanti Torreira.

Torreira stupisce sempre di più per le sue qualità. E’ già pronto per un top club? Era sicuro che potesse arrivare a questi livelli?

«Per me è un giocatore destinato a diventare importantissimo. Ha testa, piedi, personalità e grinta per giocare ad alti livelli. Intendiamoci, anche la Sampdoria gioca ad alti livelli, ma lui può addirittura andare oltre».

E’ vero che ha detto che può diventare più forte di Verratti?

«Io conosco molto bene Verratti, l’ho allenato dai 10 ai 14 anni. Quando lo conobbi mi sembrò di veder giocare Rivera, ma quando mi presentarono Torreira, dopo appena 8 minuti chiamai il presidente e gli chiesi se avessimo appena preso Tevez a parametro zero (ride, ndr). Marco e lui sono due giocatori diversi: il primo è più pulito e bello da vedere, ma dal punto di vista tattico Torreira è un computer, sa sempre cosa fare e dove farsi trovare. Un Milan che prende Bonucci per giocare con la difesa a tre, non può andare a cercare Biglia e non cercare Torreira: sa coprire benissimo la difesa e sa giocare la palla, perché è forte anche dal punto di vista tecnico. Sa fare tutto. Per esempio – racconta Repetto – due anni fa giocammo contro il Como e un nostro giocatore (Benali, ndr) venne espulso sul finale di partita: all’epoca, Torreira giocava ancora trequartista e, nonostante questo, durante gli ultimi cinque minuti andò a marcare Gerardi, che è un metro e novanta di attaccante! Non proprio della sua taglia, insomma. Poi ho visto il contrasto su Kessié di domenica scorsa: l’ha fatto volare, è incredibile. Io sono sampdoriano di origine – prosegue – e mi fa particolarmente piacere vedere che abbia trovato la sua dimensione a Genova, con Giampaolo, che è uno degli allenatori tatticamente più preparati che io conosca».

Come è arrivato alla Sampdoria? 

«Torreira è stata un’illuminazione di Romei. Era la sera dello spareggio con il Bologna, e a mezzanotte mi chiamarono per chiedermi se fossimo stati disposti a vendere Torreira. Romei se ne era innamorato. Io ero in macchina e stavo tornando a casa incazzato nero, perché avevamo perso la Serie A a causa di due traverse. Lì per lì non sapevo cosa dire. Avevamo bisogno di soldi, non lo nego, e all’inizio sparai 4 milioni, anche se poi ci accordammo per 2 milioni più il cartellino di Fornasier. Su di lui – svela – il Pescara ha anche una percentuale del 10% su una futura rivendita, per un massimo di un milione».

Caprari può emergere in Serie A? Ha iniziato bene, poi è arrivato Zapata

«Tecnicamente è bravissimo, vede la porta, ma lui e Quagliarella avrebbero dato poco peso all’attacco della Sampdoria ed è normale che la dirigenza abbia cercato Zapata. Io penso che comunque si farà valere, sia da punta che da trequartista troverà il suo spazio. Dimostrerà che può stare in Serie A, ne sono convinto».

Verre sta incominciando a vedersi in campo, cosa ci può dire di lui?

«E’ un centrocampista d’inserimento, che ha reso molto bene nel 4-3-2-1 e ha già circa 100 presenze in Serie B, nonostante la giovane età. Sa sfruttare bene gli spazi e arrivare facilmente alla conclusione. Può diventare ancora più forte, se prende fiducia nei propri mezzi. L’importante è non avere fretta: la Samp è un laboratorio perfetto per crescere, lì si matura tantissimo in poco tempo».

Quanto incide nel rendimento di una società avere un uomo come Daniele Pradè?

«Incide molto, conosce bene i giocatori. E’ stata creata un’ottima struttura nella dirigenza della Sampdoria. Vedo che hanno fatto operazioni fantastiche, come quelle di Schick, Praet, Linetty, o Skriniar: mi sembra che in questi anni abbiano lavorato davvero bene. Non so in che percentuale possa essere distribuito il merito fra Osti, Pradè e gli altri – conclude Repetto – ma credo che la squadra dirigenziale funzioni alla grande».