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Editoriale

Uomo di altri tempi in un mondo irriconoscente. Grazie a te, King Claudio

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Ranieri lascia la Sampdoria e riaccende la polemica intorno al presidente Ferrero: l’ennesimo flop della sua esperienza blucerchiata

Per molti tifosi della Sampdoria, quello di oggi è stato un pranzo indigesto. La notizia dell’addio di Claudio Ranieri ha interrotto la quiete di un ambiente che si stava godendo un finale di stagione con il sorriso sulle labbra, forte del nono posto in classifica, e senza alcuna sofferenza. Ma il Doria, lo sappiamo, ignora il significato della parola “tranquillità”. La ignora anche Massimo Ferrero, che ha giocato con il fuoco fino a scottarsi: non è un delitto asserire che sia lui l’artefice principale dell’ennesimo flop societario. Giorni, settimane e mesi trascorsi tra vane chiacchiere e spiacevoli uscite pubbliche, davanti alle telecamere, per dichiarare tutto l’amore provato dal Viperetta nei riguardi dell’allenatore romano. «Abbiamo un rapporto ottimo, non è vero che Ranieri se ne vuole andare. Ho già un accordo con lui per il rinnovo», diceva Ferrero non troppo tempo fa in una trasmissione televisiva. Come spesso è accaduto, accade e accadrà purtroppo in futuro, l'(ex) attore ha sprecato l’ennesima occasione per mostrarsi limpido e trasparente agli occhi di una tifoseria che non lo ha mai tollerato. Certo, un gesto non cambia l’opinione di migliaia di persone. Ma il presidente, se davvero vuole tenere la Sampdoria tutta per sé, prima o poi dovrà compiere passi in avanti verso la propria gente. Al di là di quello che sarà il risultato di un eventuale tentativo di riavvicinamento.

Il dietrofront di Ranieri, che desiderava davvero restare a Genova nonostante un’offerta economica più bassa rispetto a quella attuale, apre uno scenario preoccupante. Innanzitutto, perché potrebbe avere un effetto domino sulla componente tecnica e dirigenziale: il direttore sportivo Carlo Osti, il responsabile scouting Riccardo Pecini e qualche calciatore (Fabio Quagliarella su tutti) stanno riflettendo sulla proposta di rinnovo. E poi, evidenzia una lacuna colossale a livello organizzativo. Ranieri ha detto “ciao” per via di un progetto inesistente, non per due spiccioli in meno nella busta paga. E se fossi nei panni di un dirigente o un allenatore chiamato a prendere le redini del club, per quale motivo dovrei accettare tale incarico privo di ambizione? Detto ciò, è doveroso sottolineare lo stile – che lo ha sempre contraddistinto – con cui Ranieri è uscito di scena. Nessuna polemica, soltanto ringraziamenti (tranne a Ferrero…). E un pensiero proveniente dal cuore per i tifosi, che non ha potuto vivere da vicino come avrebbe voluto. Grazie a te King Claudio, uomo di altri tempi in un mondo irriconoscente.

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